Vi volevo spedire una Lettera…

Roma 04.12.2017!

È stato un percorso esaltante, un viaggio indimenticabile…

I viaggi cominciano, i viaggi terminano…

Il mio viaggio nel mondo del Vino non è terminato ma è giunto ad un Bivio…

Ho dato molto a questo mondo e questo mondo ha dato molto a me…

Mi ha tolto cose me ne ha donate altre, ho conosciuto persone splendide e persone che non vorrei più rivedere ma più che altro mi ha fatto comprendere realmente cosa voglio fare da oggi in poi…

La fine della mia ultima esperienza mi ha dato molto su cui pensare ma di una cosa sono certo chiusa una porta, si aprirà un portone…

Vorrei ringraziare Tutti, uno a uno per quello che mi avete donato.

Voglio ringraziare, senza rancore anche chi mi ha tolto un pizzico della mia vita perchè è anche grazie a Voi che oggi volto pagina….

La mia passione per il mondo enogastronomico non si è placata e oggi inizia un nuovo percorso fatto di studio, di nuovi progetti, di nuove ambizioni…

Sono consapevole che sarà durissima ma sono anche sicuro che dopo tutto quello che ho dato a questo mondo vedrò tutti voi con occhi e sentimenti diversi…

Ognuno di voi ha una storia da racccontare e da far conoscere, ecco io cercherò nel mio piccolo di far percepire a tutti voi le stesse sensazioni che ho provato io quando vi ho conosciuto.

Dei nuovi progetti stanno per ricominciare…

Ne vedrete delle Belle!!!

La nostra storia con lo champagne è ricominciata con la stessa passione di sempre e con la consapevolezza che Io e Flaviano porteremo a termine il nostro viaggio…

“perché come dico sempre IO….”

“TUTTE LE STRADE PORTANO A EPERNAY IN AV. de CHAMPAGNE 38.40”

Seguiteci sui i nostri Social e sul mio sito www.massimofabiani.com

Scritto da Massimo Fabiani

Foto scattata da Lido Vannucchi

As Roma 1927 90 Anni…

“Dimmi cos’è”

la più grande storia mai raccontata.

Esce oggi in libreria il libro dei libri, il volume ufficiale per i 90 anni della Roma scritto da Tonino Cagnucci e Luca Pelosi

È la classica domanda che non dobbiamo mai smettere di porci, perché cercare la risposta è più importante che trovarla. È ciò che cantiamo dal 1983, anno di uscita di “Grazie Roma”, ogni volta che cantiamo la Roma. È il titolo del libro ufficiale sui 90 anni della Roma, da oggi in tutte le librerie della capitale (autori Tonino Cagnucci e Luca Pelosi, Skira editore, 350 pagine, 49 euro – ordinabile anche sul sito della casa editrice a prezzo scontato) e dalla settimana prossima in quelle di tutta Italia. È un viaggio fantastico attraverso la storia della Roma, lo è in tutti i sensi. Perché la storia della Roma è fantastica, checché ne pensino alcuni, e perché dalla fantasia degli autori e dalla matita di Fabio “Hot Stuff “Redaelli è uscito un modo di raccontarla mai usato prima. Un dialogo immaginario tra Agostino Di Bartolomei e un bambino, che nel fumetto iniziale s’imbatte nello storico capitano romanista mentre sta giocando a pallone in un parco e si fa guidare attraverso 90 anni di storia, dove il filo conduttore non è tanto il “dimmi cos’è successo” ma, appunto, il “dimmi cos’è”, perché la Roma non è solo partite, campioni, vittorie e sconfitte, ma è

soprattutto sentimenti, valori ed emozioni.

Infatti il racconto si snoda soprattutto attraverso i fatti e i personaggi che hanno fatto battere il cuore ai romanisti di ogni epoca e di ogni età. E, attenzione, questo è un libro adatto a romanisti di ogni età, perché a ognuno di noi è capitato, nella nostra esperienza di romanisti, di essere o il bambino che chiede o l’adulto che spiega cos’è la Roma. E non sempre lo abbiamo capito davvero.

Molti avvenimenti sono raccontati attraverso la lente d’ingrandimento dei tifosi e delle loro storie, quelle dei singoli e quelle delle straordinarie dimostrazioni di affetto di massa che hanno costantemente caratterizzato questo fantastico viaggio lungo 90 anni. Il Di Bartolomei immaginario naturalmente ha a che fare anche con le sue vicende personali e non a caso la narrazione resta quasi sospesa quando si arriva alla Coppa dei Campioni, capitolo in cui trovano spazio una poesia e tante immagini. Immagini che sono una parte fondamentale di un’opera che ne contiene tante in una: è il racconto a un bambino, ma non è un libro per bambini, è un libro storico ma non è enciclopedico, ha foto straordinarie ma non è un libro fotografico, ha illustrazioni significative e intense ma non è un fumetto. Di sicuro, oltre allo spunto narrativo scelto apposta per emozionare, si tratta anche di un libro di grande impatto visivo, sia per le vignette che ci mostrano non solo i personaggi del racconto, ma anche momenti della storia visti dalla geniale matita di Fabio “Hot Stuff” Redaelli, sia per le foto.

Da questo punto di vista la pubblicazione è un punto d’arrivo per la società, che per la prima volta utilizza solo foto di sua proprietà, frutto di un lungo lavoro di recupero portato avanti negli ultimi anni dall’archivio storico. Tante foto non solo non sono mai state viste prima, ma è sorprendente l’effetto che dà vedere tante immagini che sono ben fisse nei cuori e negli occhi dei romanisti viste da una prospettiva diversa rispetto a quella da cui le abbiamo sempre viste. È un libro da sfogliare almeno due volte: una per immergersi nel racconto e una per gustarsi al meglio le foto. Anzi, almeno tre volte: l’appendice statistica (quasi 4.000 partite, oltre 700 calciatori, allenatori, presidenti), che contiene anche una chicca sul settore giovanile della stagione 1927-28, è materiale preziosissimo per tutti gli appassionati. In verità, è un libro che forse va letto e riletto. Perché “Dimmi cos’è” è la domanda che guida un percorso ricco di emozioni fino a risolvere l’interrogativo solo nell’ultima pagina. Ma resta una domanda che non dobbiamo mai smettere di porci, perché non dobbiamo mai smettere di tuffarci nella Roma, di scoprirla, di viverla. È troppo bello. Perché la Roma è vita. Anzi, come spiega lo stesso Di Bartolomei al bambino nel racconto, «è una questione di cuore». E questo è un libro scritto col cuore.

La Redazione

Il Romanista

Scritto dalla Redazione Il Romanista

Le immagini sono dei rispettivi proprietari.

FICO Eataly World Fabbrica Italiana Contadina

Io ci sono stato…

È proprio questa la sensazione che arriva quando scendi dalla macchina e ti trovi davanti alla grande insegna riportante l’acronimo FICO.

È la consapevolezza di essere presente in un luogo che scriverà la straordinaria storia del nostro Paese.

Siamo finalmente per la prima volta al centro del mondo, ogni passo verso l’entrate di FICO si ha la sensazione di aver vinto una scommessa una vera scommessa.

La lista di ringraziamenti che vorrei fare è veramente lunga a partire dal Sindaco di Bologna, Virginio Merola, fiero di avere messo la propria città nelle condizioni di accogliere questo progetto, la sua Amministrazione che ha dovuto affrontato e affronterà innumerevoli situazioni per garantire servizi e prestazioni ai milioni di visitatori attesi (si parla e si scrive di almeno 6 milioni), Vincenzo De Luca, direttore generale per la promozione del sistema Paese presso la Farnesina e la squadra organizzatrice per essere riuscita a portare a termine un progetto così importante e complesso in meno di 4 anni, Tiziana Primori responsabile, è stata cuore e mente di Fico ricoprendo il delicato incarico di interfaccia tra Eataly World e le istituzioni coinvolte.

E poi Lui il mitico Oscar dell’enogastronomia italiana, Oscar Farinetti, che tra escursus storici e dati tecnici ti fa sentire parte integrante e attiva di questo innovativo disegno italico. A tale proposito, vorrei riportare alcune sue frasi alla presentazione del 09 di Novembre: “che culo abbiamo avuto a nascere in Italia”, motivandolo attraverso la straordinaria biodiversità, la storia antichissima del nostro Paese e le tante tradizioni così diverse tra loro ma così radicate, figlie di mille e mille contaminazioni, invita ogni cittadino italiano a lasciar perdere il solito spirito critico (figlio di piccole divisioni e antichi campanilismi) per essere i primi sponsor di questo magnifico parco giochi.

Dobbiamo parlare bene di FICO, è venuto talmente bene che non può non funzionare”.

Così, senza nessun pregiudizio, quel FICO, Fabrica Italiana Contadina, rievocante acronimi piemontesi di altra epoca, funziona già benissimo.

Una vera e propria fabbrica del gusto Made in Italy…

Ma quanto è Fico, Fico…

La mia giornata da FICO, mi ha dato la sensazione di far parte di un progetto enogastronomico unico al mondo nel cuore di Bologna, finalmente potremmo essere fieri di essere ITALIANI, attraverso una maggiore conoscenza e una migliore divulgazione dell’agroalimentare italiano.

Tutto questo renderà sempre più evidente il genio italico capace di riqualificare una immensa area dismessa, circa 10 ettari, afferente la Facoltà di Agraria di Bologna (una delle migliori d’Italia).

Infine farà comprendere l’importanza della cura delle materie prime. Per la prima volta, visitando FICO, le persone si potranno rendere conto della straordinaria capacità che noi italiani abbiamo nella trasformazione delle materie prime. I visitatori si troveranno davanti una realtà immensa in cui, dal vivo, potranno incontrare stalle con oltre 200 animali, 2000 cultivar presenti in appositi spazi organizzati e, infine, 40 fabbriche di alimenti ospitate in circa 8 ettari coperti. Questa è la carta vincente di FICO: la straordinaria novità di poter comprendere il come degli alimenti. Si possono visitare realtà produttive che fanno vedere e comprendere come vengono lavorati e prodotti gli alimenti che ogni giorno arricchiscono le nostre tavole e ci hanno reso famosi in tutto il mondo.

E se tutto questo non fosse abbastanza, come in ogni parco giochi che si rispetti, il visitatore potrà anche assaggiare le tante prelibatezze dolci e salate e, soprattutto, potrà avventurarsi nel mondo del cibo attraverso 6 bellissime giostre educative immaginate per rappresentare gli elementi fondanti della vita dell’uomo. Chi vorrà potrà curiosare e conoscere i segreti del Fuoco, della Terra, del Mare, degli Animali, delle Bevande e del Futuro.

Il più grande parco agroalimentare del mondo e per la prima volta possiamo dirlo è in Italia nel centro del cuore del nostro stupendo e affascinante Paese Bologna…

Una frase mi ha veramente colpito mentre estasiato camminavo all’interno di FICO:

Nei piccoli mondi c’è tanta bellezza, se noi la salviamo salviamo noi stessi.”

Tonino Guerra

Per una volta cercate di essere curiosi e affascinati dal vostro Paese e dalle sue Bellezze e lasciate fuori da FICO tutte le vostre negatività e presunzione e cercate di ritrovare il bello in ognuno di Voi…

Ecco questo è stato per Me FICO ritrovare il bello che c’è dentro di Me…

L’ultima mia richiesta per favore portate i vostri figli e figlie da Fico…

Potete trovare tutte le altre foto della mia visita da Fico sulla nostra pagina di Facebook “Labelleepoque”…

Alla prossima…

Fico Eataly World

Via Paolo Canali, 8

40127 Bologna

www.eatalyworld.it

SCRITTO DA MASSIMO FABIANI

FOTO DI MASSIMO FABIANI

Champagne Experience 2017

Champagne Experience 2017 da espositore a inviato speciale…

È difficile raccontare in poche righe tutte le emozioni che abbiamo provato durante la manifestazione a Modena dell’08 e il 09 di Ottobre, erano mesi che aspettavamo questa splendida opportunità che avremmo dovuto vivere insieme a tutti i nostri colleghi con il nostro Champagne A . Bergère (ma questa è un’altra storia!), tra le nostre mura di casa a “Modena” e invece il 09 sono stato inviato come aiuto giornalista per la testata Firenze Spettacolo.


In queste settimana ne ho lette e sentite di tutti i colori sulla riuscita e non riuscita della manifestazione, il posto era troppo piccolo, la spazio espositivo limitato, il delirio ella ressa durante l’entrata, i ruoli (giornalisti, professionisti, appasionati ), la ressa per degustare le Maison più blasonate, tutto questo è tipico di questo bel Paese Italia ( cioè quello di criticare a prescindere ), invece io credo che sia stato un grandissimo successo, certo, tutto è migliorabile e si può perfezionare ma è indiscutibile quello che la macchina organizzatrice è riuscita a creare per questa splendida manifestazione.

Comunque, che spettacolo vedere tutti insieme centinaia di champagne e poterli degustare tutti e sopratutto poter parlare con i produttori che il vino lo fanno e con quale gioia e professionalità sono stati a sentite e parlare le orde assassine di assaggiatori alcune volte un po’ sulle righe, dovremmo cercare di imparare dalla loro professionalità e dalla loro pazienza….
Chapeau…


MODENA per due giorni è stata al centro del mondo enologico e tutti ma dico tutti hanno potuto finalmente comprendre con le proprie mani la forza di questo splendido Vino più famoso al mondo lo Champagne.

È passato circa un mese dalla splendida manifestazione creata dal Club Excellence che ha riunito i più importanti distributori e importatori italiani di vini e distillati di eccellenza.
MODENA Champagne Experience 2017, la più grande manifestazione italiana dedicata esclusivamente allo Champagne, per ME è stato un grande successo di pubblico e critica. All’evento, che si è svolto domenica 8 e lunedì 9 ottobre 2017 al Forum Monzani di Modena, hanno partecipato 100 prestigiose Maison e in degustazione oltre 500 tipologie di Champagne, rappresentati in grandissima parte dagli stessi produttori, intervenuti all’evento, 51 gli importatori che hanno aderito, dei quali 12 soci del Club Excellence.


I numeri della manifestazione testimoniano il forte interesse per il mondo dello Champagne sia da parte del pubblico che degli operatori, confermata anche dalle 390 adesioni alle Master Class, dedicate agli champagne d’eccellenza e ai territori di produzione, e condotte da grande esperti del settore, tra cui Luca Gardini, Francesco Falcone, Luca Burei, Fabrizio Pagliardi, Filippo Marchi e Monica Coluccia, con la preziosa collaborazione di AIS Modena (Associazione Italiana Sommelier). Oltre al programma sul mondo dello champagne, durante i due giorni la manifestazione è stato arricchita da importanti approfondimenti sulle eccellenze del territorio, grazie alla presenza del Consorzio Tutela del Lambrusco di Modena, del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi, del Consorzio Parmigiano Reggiano, e del Consorzio Aceto Balsamico di Modena IGP.


È stata inoltre presentata e utilizzata un’APP, realizzata appositamente per l’evento dal Club Excellence in collaborazione con ARXIT, che ha permesso ai clienti di vedere in tempo reale tutte le informazioni sugli champagne degustati, e di redigere una propria classifica di gradimento. Il Club dei Distributori e Importatori Nazionali di vini e distillati di eccellenza, è stato costituito a Milano il 25 giugno 2012, vede riunite le principali realtà italiane che operano nel campo della distribuzione vitivinicola della massima qualità, a soli cinque anni dalla sua nascita, il 4 luglio 2016 il Club si è costituito Società Cooperativa e oggi, vede riuniti 12 soci tra le aziende più importanti nella distribuzione vitivinicola di eccellenza in Italia: Sagna Spa, Balan Srl, Bolis Srl, Cuzziol Grandivini Srl, Les Caves de Pyrene Srl, Meregalli Giuseppe Srl, Pellegrini Spa, Premium Wine Selection Srl, Proposta Vini Sas, Sarzi Amadè Srl, Teatro del Vino Srl e Vino & Design Srl.

Prima di passare ai miei assaggi volevo concludere questo mio articolo con la speranza che tutto questo sia servito a far capire a questo Paese che “l’Unione fa la Forza“…

Per Me sono stati due giorni magici e spero che lo siano stati anche per Voi…

È stato bello poter vedere sotto lo stesso tetto amici, clienti e giornalisti che in tutti questi anni ci sono stati vicino…

“Per una volta vi chiederei di riusciare ad alzarvi in piedi ad applaudire una macchina organizzativa che è stata quasi perfetta…”

Oggi siamo tutti un po’ più francesi…”

E come dico sempre io:

“Champagne Is My Religion…”

Ecco le mie degustazioni:

Zone di produzione:

1.Vallée De Marme

2.Montagne De Reims

3,Aube

4.Côte Des Blancs

5.Maison Classiche

Champagne Heucq (zona 1)

distribuito da Tre Archi Distribuzioni

Brut Tradition 100% Pinot Meunier dosaggio 9,5 (g/l) 🔴#vinobuono

Extra Brut 100% Pinot Meunier dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo
Brut Nature 100% Pinot Meunier dosaggio 0 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido
Brut Rosé 100% Pinot Meunier dosaggio 7 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo
Brut Prestige 40% Chardonnay, 30% Pinot Meunier, 30% Pinot Noir dosaggio 7 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Champagne Billecart-Salmon (zona 1) distribuito da Velier

Brut Réserve 40% Pinot Meunier, 30% Chardonnay, 30% Pinot Noir dosaggio 9 (g/l) 🔴#vinobuono

Champagne Nicolas Maillart (zona 2) distribuito da Reverie

Platine 1er Cru Brut 70% Pinot Noir, 24% Chardonnay, 6% PINOT Meunier dosaggio 6 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo

Millésime 2012 1er Cru Brut 55% Pinot Noir, 45% Chardonnay dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Les Francs de Pied 2008 Premier Cru 100% Pinot Noir dosaggio 3 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido


Champagne
ire (zona 2) distribuito da Relais & Champagne

Cuvée Melaine 100% Chardonnay dosaggio 7 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo

Carte Noir 50% Pinot Noir, 50% Pinot Meunier dosaggio 7 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Champagne Vue Blanche Estelle ENCRY (zona 3)

distribuita da Proposta Vini

Brut Grand Cru 100% Chardonnay dosaggio 5(g/l) 🔴🔴#vinoottimo

Dosage Zéro Grand Cru 100% Chardonnay dosaggio 0 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Champagne Larmandier-Bernier (zona 3)

distribuito da Teatro del Vino

Longitudine Blanc de Blancs 1er Cru 100% Chardonnay dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Vielle Vigne du Levant Blanc de Blancs 2008 Grand Cru 100% Chardonnay dosaggio 2 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Terre de Vertis Blanc de Blancs 1er Cru 2010 Grand Cru 100% Chardonnay dosaggio 0(g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Rosé de Saignée 1er Cru 100% Pinot Noir dosaggio 3 (g/l) 🔴🔴🔴#vinosplendido

Champagne Philippe Gonet ( zona 3) distribuito da Tre Archi Distribuzioni

Millésime 2009 Brut Blanc de Blancs Grand Cru 100% Chardonnay 🔴🔴🔴#vinosplendido
Champagne De Souza (zona 3) distri
iAmadé Brut Réserve Grand Cru Blanc de Blancs 100% Chardonnay dosaggio 7 (g/l) 🔴🔴🔴 #vino splendido

Extra Brut Cuvée des Caudalies Grand Cru Blanc de Blancs 100% Chardonnay dosaggio 5 (g/l) 🔴🔴🔴#vino splendido

Extra Brut Cuvée 3A Grand Cru 50% Chardonnay, 50% Pinot Noir dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴🔴#vino splendido

Extra Brut Cuvée Mycorhize Grand Cru Blanc de Blancs 100% Chardonnay dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴🔴#vino splendido

Champagne Extra Brut Cuvée Mycorhize Grand Cru Blanc de Blancs 100% Chardonnay dosaggio 4 (g/l) 🔴🔴🔴#vino splendido

Champagne Bruno Paillard ( Maison Classiche )

Brut Premiere Cuvée 45% Pinot Noir, 33% Chardonnay, 22% Pinot Meunier dosaggio 6 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo


Brut Rosé Premiere Cuvée prevalenza di Pinot Noir con una piccola parte di Chardonnay dosaggio 6 (g/l) 🔴🔴#vinoottimo


Le Mesnil Coteaux Champenois 2013 100% Chardonnay 🔴🔴🔴#vinosplendido


Champagne Pol Roger ( Maison Classiche )

Distribuito da CDV 

Brut Pol Roger Cuvée de Réserve 2008 60% Pinot Noir, 40% Chardonnay  dosaggio (g/l) 8 🔴🔴🔴#vinosplendido

Brut Pol Roger Cuvée de Réserve S.A. 33% Chardonnay, 33% Pinot Noir, 33% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 8 🔴🔴#vinoottimo

Champagne Jacquesson ( Maison Classiche )

Importato e Distribuito da Pellegrini 

Cuvée n. 736 D.T S.A. 1/3 Pinot Noir, 1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Meunier dosaggio (g/l) 1,5 💛#vinoemozionante

Cuvée n. 740 Extra Brut S.A. 1/3 Pinot Noir, 1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Meunier dosaggio (g/l) 1,5 💛#vinoemozionante

Champagne Deutz (Maison Classiche)

Importato e Distribuito da D&C

Brut Classic S.A. 1/3 Pinot Noir, 1/3 Chardonnay, 1/3 Pinot Meunier dosaggio (g/l) 10 🔴#vinobuono

Blanc de Blancs 2011 100%Chardonnay dosaggio (g/l) 9 🔴🔴🔴#vinosplendido

Champagne Ayala (Maison Classiche)

Importato e Distribuito da Gruppo Meregalli

Ayala Brut Majeur S.A. 40% Chardonnay, 40% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 7 🔴🔴#vinoottimo

Ayala Brut Rosé Majeur S.A. 50% Chardonnay, 40% Pinot Noir, 10% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 7 🔴🔴#vinoottimo

Ayala Brut Nature S.A. 40% Chardonnay, 40% Pinot Noir, 20% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 0 🔴🔴🔴#vinsplendido

Champagne Bollinger (Maison Classiche)

Importato e Distribuito da Gruppo Meregalli

Special Cuvée S.A. 60% Pinot Noir , 25% Chardonnay, 15% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 8-9 🔴🔴#vinoottimo

Bollinger Rosé S.A. 62% Pinot Noir , 24% Chardonnay, 14% Pinot Meunier dosaggio (g/l) 7-8 🔴🔴#vinoottimo 

La Grande Anée 2007 70% Pinot Noir , 30% Chardonnay  dosaggio (g/l) 7 🔴🔴🔴#vinosplendido

La Grande Anée Rosé 2005 72% Pinot Noir , 28% Chardonnay, 95% Grand Crus, 5% 1er Cris e vino rosso Côte aux Enfants dosaggio (g/l)💛#vinoemozionante

Champagne Luois Roederer (Maison Classiche)

Importato e Distribuito da Sagna

Brut Nature 2009 2/3 Pinot Noir, 2/3 Pinot Meunier, 1/3 Chardonnay dosaggio (g/l) 0 💛#vinoemozionante

Brut Vintage 2009 70% Pinot Noir , 30% Chardonnay dosaggio (g/l) 9 🔴🔴🔴#vinosplendido

Brut Rosé 2011, 63% Pinot Noir , 37% Chardonnay dosaggio (g/l) 9 🔴🔴🔴#vinosplendido

Brut Premier S.A. 66% Pinot Noir , 34% Chardonnay dosaggio (g/l) 11 🔴🔴🔴#vinosplendido


Scritto da Massimo Fabiani

Foto di Massimo Fabiani

www.massimofabiani.com
www.firenzespettacolo.it

Vallepicciola a Castelnuovo Berardenga un viaggio nella zona del Chianti Classico…

Vallepicciola il mio viaggio in paradiso…


A Castelnuovo Berardenga, l’Azienda Agricola Vallepicciola si estende per 256 ettari, di cui 70 vitati ed altri 40 che saranno piantati entro i prossimi 2 anni…


Il Chianti Classico sta vivendo una nuova stagione, fatto di investimenti e progetti sul territorio per un nuovo Rinascimento del Vino.


Ho percorso L’ A1 venerdì da Modena fino a Firenze Certose per percorrere la strada provinciale che porta a SIENA il percorso è splendido fatto di colori e emozioni tipici della zona del Chianti, appena si arriva verso l’azienda sembra entrare in un silenzio infinito, a destra e sinistra si trovano filari di vigneti a perdita d’occhio, la vallata è da mozzafiato, sembra un giardino dell’Eden è tutto maledettamente incantevole.

Siamo arrivati a Vallepicciola…


Un luogo perfetto, a mezz’ora da Siena e un’ora da Firenze, per esplorare la Toscana, muovendo da antiche stradine.


Qui il protagonista è innanzitutto il vino, centrale nel progetto della proprietà della Famiglia Bolfo, da alcuni anni è impegnata nel vistoso rilancio di questa splendida zona.


Vallepicciola con le sue 50mila bottiglie prodotte, è in una fase di startap nella testa di serie delle aziende del Chianti Classico.

Del resto l’impegno della proprietà, capeggiata dalla Famiglia Bolfo, Bruno e Giuseppina due fratelli amanti da sempre della Toscana e del Sangiovese coordinano le varie attività delle Aziende con una grandissima energia tra un viaggio e l’atto in giro per il mondo, Alberto Colombo Amministratore Delegato e grande appassionato di vino e cibo finalmente a 50 anni la sua passione diventa un lavoro, Riccardo Cotarella uno dei più grandi e stimati enologi italiani nel mondo, Erasmo Mazzone Responsabile Cantina, Alessandro Bernardini Cantiniere, Giacomo Mannari Responsabile Vendita Diretta e Ospitalità, uno staff molto professionale che dedicano la loro vita alla Cantina e al successo di essa.

      

IL WINE TASTING

diretto da Giacomo Mannari, senese è il Responsabile delle vendite al pubblico, è il “padrone di casa” per tutti i visitatori di Vallepicciola.


Chianti Classico DOCG 2013

Sangiovese 

🔴🔴 #vinoottimo

Il colore è rosso rubino, appena portato al naso si sentono immediatamente le note di ciliegia matura, l’affinamento in legno gli donano un profumo di vaniglia nel finale. In bocca è morbido e elegante.


Chianti Classico Riserva DOCG 2013

100% Sangiovese

🔴🔴🔴 #vinosplendido

Qui il colore rosso rubino è molto intenso con riflessi violacei bellissimi, al naso le note di ciliegia, amarena e lampone tutte molto marcate e eleganti nel finale il sentore di vaniglia è elegantissimo. In bocca è affascinante e morbido ben strutturato con dei tannini molto eleganti.


Boscobruno Pinot Nero Toscana IGT 2014

100% Pinot Nero

🔴🔴🔴 #vinosplendido

Il colore è rosso granato è molto brillante, al naso i sentori sono complessi e spaziano tra la frutta e le spezie in bocca risulta esseremolto elegante e deciso un vino da invecchiamento…

Chapeau 


Lugherino Toscana IGT Rosato 2016

100% Pinot Nero

🔴🔴 #vinoottimo

Un Rosato equilibrato un’acidità bilanciata al naso le note floreali e di frutta sono estremamente delicate e ben distinte un grandissimo lavoro in vigna e in cantina per un Rosato tendente all’internazionalità…


Perlinetto Toscana IGT Bianco 2014

Chardonnay 50%, Pinot Bianco 25% e Perit Manseng 25%

🔴🔴 #vinoottimo

Potrei iniziare dicendo che si possono fare grandi bianchi anche nel Chianti Classico e questo prodotto è la riprova. Un grandissimo bianco equilibrato e persistente, appena lo portato al naso ho subito sentito i profumi di mimosa e camomilla, in bocca nel finale esce in maniera prepotente e elegante la pesca questo bianco è veramente elegante. 


Perlinetto Spumante Brut 2011

100% Sangiovese

🔴🔴🔴 #vinosplendido


B R A V I S S I M I… 👏👏👏👏 il Perlage è splendido, il colore è giallo oro, appena portato al naso si sono sprigionati sentori floreali fantastici, in bocca frutta bianca matura con un’eleganza disarmante nel finale è molto persistente, veramente una grande grandissima bolla.


Un progetto molto esaltante è un grandissimo lavoro in vigna e in cantina sentiremo parlare molto di questa splendida Cantina nel cuore del Chianti Classico.

” Sono sempre stato innamorato di queste zone, tra le splendide città di SIENA e FIRENZE, che, non avendo ancora perso la primitiva intesa tra uomo e natura, proteggono armonicamente in un mosaico perfetto rinomati vigneti, oliveti, castelli e borghi medievali. Confidiamo che le risorse, l’attenzione, la determinazione, la professionalità che stiamo tutti dedicando a questo progetto portino ai risultati che ci siamo fissati.”

-BRUNO BOLFO-

Vallepicciola Società Agricola S.r.L.

Strada Provinciale 9 di Pievasciata, no.21 53019 Castelnuovo Berardenga SIENA, Italia

Tel. +39.0577.1698718

Fax +39.0577.1698718

info@vallepicciola.com

Scritto da Massimo Fabiani

Foto di Massimo Fabiani


www.jamesmagazine.it

LA BELLEEPOQUE QUANDO PROMUOVERE IL VINO È UN’ARTE
Ottobre 13, 2017 Sara Favilla Champagne Evidence

Photo by Lido Vannucchi

Un nuovo modo di comunicare e promuovere il vino, un linguaggio e delle modalità totalmente inconsuete che sono un continuo work in progress. Il nome emblematico rimanda al particolare momento storico a cavallo tra ottocento e novecento, incardinato su due elementi in apparente contrasto, la fiducia nel progresso scientifico e la nostalgia del passato. È lo stesso principio su cui Massimo Fabiani e Flaviano Lenzi stanno costruendo la propria azienda: un progetto innovativo che recuperi però i valori antichi di umanità concretezza nell’intessere saldi legami.


Massimo Fabiani, classe 1973, romano doc trapiantato in Emilia da oltre 20 anni, si è creato un percorso tutto personale nel mondo del vino lavorando per 5 anni come Direttore Commerciale Italia ed Europa dell’Azienda “Corte alla Flora” a Montepulciano (SI), ed essendo attualmente direttore commerciale per l’Azienda Biologica del Lazio “CantinAmena”. Flaviano Lenzi, classe 1970, emiliano doc, appartenente a una famiglia di assicuratori, coltiva da sempre in parallelo la passione per vino e champagne, e nel 2016, complice l’amicizia ventennale con Massimo, decide di unire le risorse con l’amico nel tentativo di trasformare l’amore per le bollicine in un’attività concreta.


Fondandosi sul principio che il vino deve unire, non dividere, e che lo champagne non deve essere per pochi, Massimo e Flaviano hanno iniziato la loro ricerca di piccoli e medi produttori di vino sposandone i valori e creando un rapporto diretto, individuando un target e strutturando quindi un percorso di crescita aziendale che porti il produttore a fondare un mercato solido e duraturo. Sono quindi una sorta di traghettatori, di mediatori che accompagnano un’azienda dalla terra alla vendita del vino, seguendone tutte le fasi di lavorazione, da quella enologica al marketing puro con la cura dell’immagine, delle etichette, il merchandising, la distribuzione, i rapporti con ristoratori e clienti. LaBelleEpoque è un veicolo in espansione, la promozione aziendale è diretta e mira a trasformare il prodotto da entità fisica a entità sensoriale, questo anche grazie ai futuri progetti legati a La Città Golosa e al nuovo Concept ENO2.0.

Due globe trotter che ci mettono la faccia e che lavorano per i produttori come se fossero loro stessi i proprietari. Ed è stata questa forse la chiave di volta che ha permesso loro di entrare in contatto con la famiglia Bergère, nel cuore della Champagne francese, a Épernay. Un marchio ancora poco conosciuto in Italia, ma le cui origini risalgono all’ottocento e che si è strutturato come azienda nel 1949, grazie ad Albert Bergère, capostipite pionieristico della maison alla cui guida vi è oggi André con la moglie Brigitte Martin e i figli Annaelle e Adrien: le 4 A dello Champagne di cui Massimo e Flaviano si sono innamorati e con cui hanno stretto un accordo il 15 luglio 2016. Un’azienda che è prima di tutto una famiglia, e i cui valori si perpetuano in nome di tradizione, qualità e rispetto. I vigneti sono impiantati soprattutto a Fèrebrianges, Etoges, Congy, ma anche Mesnil sur Oger, Oger, Avize, Chouilly e Cramant e sono coltivati per il 50% a uve Chardonnay, per il 30% a Pinot Meunier e per il 20% a Pinot nero. La raccolta poi è completata con l’acquisto di uve in villaggi e terroir Premier Cru e Grand Cru per le cuvée. La gamma proposta da Bergère è molto ricca e oltre alle due cuvée Tentation e 38-40 (Chardonnay in purezza prodotto solo in annate eccezionali a partire da una selezione di vecchie vigne di oltre trent’anni del terroir di Avize) propone un Sélection Brut, un Blanc de Blancs, un Rosé Brut, un Prestige Brut Millésime, un Brut Nature pas dosé e un Grand Cru Blanc de Blancs. Oggi lo champagne Bergère è distribuito in Italia da CantinAmena ed è il progetto apripista di LaBelleEpoque.

“L’incontro con la famiglia Bergère è stato folgorante, e ci ha fatto capire di voler perseguire il valore della semplicità, dell’impegno quotidiano nel lavorare nell’interesse dei nostri clienti, crescendo insieme a loro, seguendoli in un percorso fecondo fatto di relazioni umane concrete, come in una famiglia. Siamo camaleontici, adattiamo il nostro modus operandi ad hoc in funzione del cliente, creando una rete di professionisti che lavorino in sinergia, sporcandoci le mani, mettendoci la faccia e lavorando al fianco dei nostri clienti ogni giorno”, affermano all’unisono Massimo e Flaviano.

C’è Costa Oltre Bologna…

Ecco cosa ha detto Lorenzo Costa su:
La cucina del mitico Daniele

La Pannacotta ( Irina Steccanella 😂)

I vini di Gabriele ( Tiziano ❤️ )

Le bollicine di Adrien Bergère (Flaviano e Massimo )

La mia ammirazione per Aurora e Massimo Mazzucchelli


🖊: Lorenzo Costa 

“La mia intervista integrale che uscirà su La Città Golosa! Grazie mille a Leonardo Tozzi e Massimo Fabiani!”

D: La cosa che hai fatto di cui sei piu orgoglioso e quella che non rifaresti?
R: Sono molto contento di avere aperto Oltre.! Ho sempre avuto mio padre come mito lavorativo: lui aprì il suo locale a 33 anni, io a 26. Questo mi serve a capire che la strada è quella giusta. A maggior ragione, fare impresa oggi in Italia è davvero per folli, quindi sono felice del pizzico di follia che metto nelle scelte.

Cosa non rifarei? Rifarei tutto! D’altronde è grazie ad errori e scelte giuste se oggi sono la persona che sono, nel bene e nel male. Ogni scelta fatta nella vita è frutto di quel preciso istante in cui viene elaborata, quindi penso che dietro ad ogni azione ci sia sempre un perché. Quindi perché no?


D: Ingredienti e ricetta per un locale di successo?
R: Domanda da un milione di dollari! Ovviamente deve esserci la giusta alchimia tra missione, capacità, materia prima, posizione, collaboratori e un pizzico di fortuna. Avanzo un’ipotesi? Alla base di tutto c’è il team. Dobbiamo circondarci di persone con la nostra stessa visione o essere noi bravi a trasmetterla. Il resto? Tanta umiltà e testa bassa. Collaborazione, ammirazione e rispetto per i colleghi sono altri elementi fondamentali.


D: La vostra cucina spiegata con parole semplici a chi non vi conosce.
R: La cucina di Oltre. è tutta merito di Daniele Bendanti, con il quale ne condivido la filosofia. Vogliamo onorare la tradizione bolognese, le ricette antiche e le cucine delle nonne. Ma con un twist moderno: questo non significa piatti destrutturati, spume e sferificazioni. La nostra ricerca va ancora più a monte: materie prime di primissima scelta e lavorazioni moderne ma rispettose sono le basi della sua cucina.


D: Il vostro piatto forte e la vostra specialità.
R: Ci riteniamo davvero forti sui Tortellini, mentre il nostro piatto speciale è il Piccione.

Daniele prepara personalmente il ripieno dei Tortellini. Salumi pregiati, lombata di vitello al posto del maiale per dare la dolcezza, noce moscata e la Mortadella di Pasquini & Brusiani. Conferiamo il ripieno alle Sfogline di Via Belvedere che ci fanno avere i tortellini chiusi nella loro sfoglia. Infine il brodo di cappone, che prepariamo noi come da tradizione.


D: La pietanza che preferisci lavorare.
R: Non sono un cuoco di conseguenza non lavoro direttamente le pietanze. Sono cresciuto a casa della mia nonna Cesira che abitualmente tirava a mano una sfoglia di 12 o più uova che strabordava dal tavolo mentre io giocavo ai suoi piedi immaginandomi in una capanna. Ad oggi, tirare la sfoglia è la cosa più magica che conosca. Il calore dell’impasto e la ruvidezza della sfoglia mi fanno tornare bambino in un attimo.

D: Il vostro piatto piu difficile da realizzare ma che da piu soddisfazione.
R: Come dicevo prima, il Piccione.

Viene spiumato, pulito, smontato, eviscerato e sottovuotato in più parti.

Ogni piccione ha due piccoli fegati che vengono tritati e sfumati in padella con scalogno, un filo d’olio, sale, pepe, albana passita e raffreddati in abbattitore. Setacciamo col tarocco questo impasto e ne prepariamo una quenelle che completerà il piatto.

La supreme e il petto cuociono sottovuoto a 60 gradi per 30 minuti. Le due cosce cuociono sottovuoto a 62 gradi sempre per 30 minuti. Durante il servizio rosoliamo i vari pezzi dalla parte della pelle. Le cosce successivamente vanno in forno a 200 gradi per 7 minuti. I petti nel mentre riposano per non fare accumulare il sangue. Completiamo il piatto col suo fondo di cottura e con una salsa di frutta di stagione.

D: Un ingrediente o un piatto sopravvalutato.
R: A mio avviso negli ultimi anni ho visto troppa carne cruda nei ristorante. Sembrava quasi che non avere una battuta di manzo in menu potesse squalificare il locale. Troppe preparazioni senza fantasia, troppi piatti di ardesia e poche tartare preparate al tavolo con maestria e giusti ingredienti.


D: Un ingrediente o un piatto sottovalutato

R: La Pannacotta! Dolce bistrattato ma penso che quando sia fatta bene o aromatizzata in una maniera particolare possa essere una grande conclusione del pasto. Consistenza, freschezza e il sapore del latte per me la rendono unica.


D: A cena con un buon vino. Quale? Un rosso e un bianco. O una birra.

R: Tra i vini rossi cito il GS di Costa Archi. Vino secondo me emblema della regione grazie ai vecchi cloni di Sangiovese BBS 11 e T 19. Potente ma al contempo elegante.

Per il bianco invece mi sposto in Valle d’Aosta e bevo il Blanc de Morgex et de La Calle di Cave Mont Blanc. Salato e sapido come piace a me, dopo ogni sorso mi sembra di aver leccato un sasso raccolto da un fiume. Per le birre invece alzo bandiera bianca non essendone un esperto consumatore. Mi sposto invece su altre bollicine, che conosco meglio. Quelle francesi in particolare! Ultimamente sto apprezzando molto Il Blanc de Blanc Grand Cru di A.Bergère. Uno Chardonnay di rara pulizia e nitidezza nato dalle mani di un mio coetaneo. Nei suoi Champagne posso riconoscere nettamente la giovane mano di Adrien.


D: I piatti della primavera.
R: Con l’aumento delle temperature tornerà il Piccione tra i secondi. Tra i primi rivedremo i Tortellini in crema di Parmigiano: nella loro versione estiva annegano in una crema preparata cuocendo mezzo kilo di croste di Parmigiano in un litro di latte fresco per cinque ore. Il latte si stringe e la magia è servita. Ci sarà anche una tagliatella molto semplice ma che sarà un inno al territorio con il Culatello di Spigaroli e gli asparagi di Altedo.


D: A cena a bologna o in emilia romagna da uno chef. Chi?
R: Il mio posto del cuore è il ristorante Marconi. I fratelli Mazzucchelli sono un esempio professionale per me. Dedizione, umiltà e professionalità sono i loro punti focali ma senza mai disdegnare il calore e il contatto umano. Da quando hanno rinnovato il ristorante a Giugno 2016 lo annovero anche tra i più belli.


D: Bologna a tavola. Un parere sulla ristorazione in citta.
R: Il livello si sta alzando è innegabile. Ad oggi secondo me manca una figura portavoce della ristorazione bolognese, che sia forte in cucina e mediaticamente. Ho l’impressione che Bologna non cresca perché viviamo ancora con una mentalità provinciale: per i successi non vieni mai ricordato ma solo invidiato, mentre gli errori fanno di te un caso locale per le malelingue. Ecco, io vedo poca coesione. E senza coesione anche un fuoriclasse fa fatica ad emergere. E qualcuno meritevole di emergere c’è.


D: Hai la bacchetta magica. Tre cose che faresti per la città.

R: Sognando ad occhi aperti innanzitutto eliminerei Sirio. Il sistema di telecamere che controlla la ZTL a mio avviso scoraggia molti anche solo ad avvicinarsi alle mura e di conseguenza alle attività del centro.

In secondo luogo ovviamente, mi piacerebbero parcheggi più fruibili all’interno delle mura per avvicinarsi il più possibile a Piazza Maggiore.

Terzo ma non per importanza mi piacerebbe la presenza di un mercato coperto ma fatto di artigiani veri e piccole/medie imprese bolognesi, anche non necessariamente del mondo del cibo. Una sorta di vetrina sulla città di Bologna con tutte le nostre eccellenze, che sono tante.

Scritto a quattro mani Io e  Leonardo Tozzi

Foto Le foto sono dei legittimi proprietari.

STRANGE PUNCH

Strange Punch di Franceschino…
4,5 cl di jamaican rum

1.5cl di lime 

1 cl di sciroppo di mandarino

Top di ginger ale!


Strange punch perché è uno strano punch, servito in coppa ma anche con un top di ginger ale che generalmente nelle coppette non si addiziona mai una bevanda sodata, a parte le eccezioni es: barracuda (cocktail iba in coppetta sombrero dove si finisce il drink con un top di prosecco). 

Il drink è molto fresco ed adatto alle temperature estive. Si decora con una bordatura di zucchero dulcita delle Mauritius! 

#pastis #franceschino

Scritto e Foto di Franceschino

REFERENDUM CATALOGNA!

                 REFERENDUM CATALOGNA
La sfida indipendentista catalana per “liberarsi” dell’oppressione di Madrid


Sono ore molto concitate quelle vissute dai cittadini della Catalogna per il “Referendum sull’autodeterminazione” che, andrà in scena domani, domenica 1 ottobre. L’aria è di quelle irrespirabili dopo la posizione di netta rottura del governo centrale spagnolo – di stanza a Madrid – che, non ha mai perso occasione per ribadire un solo aspetto: 

“Il referendum in Catalogna non si farà”.


A Madrid, non sono andati tanto per il sottile e, per dar forza a questa posizione, ritenuta da molti come una “netta presa di posizione reazionaria” hanno messo in atto, la solita, stucchevole, arcigna “faccia del Potere”. Quello che non si piega in nessuna circostanza e, se necessario, pronto a rilanciare sulla strada antidemocratica. Eppure, quando il governo ha deciso di “alzare la posta” qualcuno, nella vecchia e civilissima Europa avrà provato un senso di smarrimento e, un certo brivido freddo lungo la schiena nel vedere, la disinvoltura di Madrid e del Governo Rajoy, nel mettere da parte il “dettame democratico” e, in un colpo solo ricorrere alle peggiori “pratiche degli anni bui” quando, in tutta la Spagna a dettare legge era il “regime dittatoriale franchista”.


Se Madrid pensa di risolvere la “questione dell’indipendenza della Catalogna” ricorrendo alle prove di forza muscolare, la situazione potrebbe condurre l’intera Spagna nel baratro della “guerra civile”. Assistendo alla decisione del tutto inaccettabile di Madrid di volere impedire a “ogni costo lo svolgimento democratico di un referendum” con l’invio di ben 10 mila agenti della Guardia Civil per tentare di far tornare sui propri passi la cittadinanza catalana senza per questo cercare di comprendere le “vere ragioni” che si celano dietro a questo referendum lascia del tutto interdetti. Il problema posto dalla Catalogna al Governo centrale di Madrid pone alcune questioni che non possono essere risolte solo con la “prova di forza” della capitale spagnola come se si trattasse di una “stupida rivalsa” tra chi si sente “l’unico depositario della storia” e, quindi per questo pensa di poter mettere all’angolo tutti gli altri, tutti quelli che non la pensano come il Governo Rajoy.


Sarebbe servita la politica (quella con la “P” maiuscola).

Non si tratta solo di voler ribadire il distaccamento, la separazione di Barcellona e di tutta la Catalogna dalla Spagna ma, invece, di ristabilire una “autonomia politica ed economica” da sempre negati da Madrid. Nessuno si può permettere di mettere in discussione l’egemonia politica, giuridica ed economica della capitale che, come in queste ore dimostrano le decisioni quanto meno “imprudenti” del primo ministro Rajoy stanno a dimostrare ancora una volta l’assoluta crisi della democrazia in Europa e, nell’intero Occidente.


Una volta ancora l’Unione Europea ha perso l’occasione per uscire da quel cinismo che la sta facendo deragliare verso il dramma dei nuovi nazionalismi. Senza per questo riuscire mai a prendere una decisione “alta” neanche davanti all’assurdo comportamento franchista optato da Madrid quando si è arrivati ad autorizzare un blitz della Guardia Civil contro il governo catalano con arresti dei membri del governo ribelle ed indipendentista. (8 settembre). Oppure con la procedure da parte della magistratura per indagare 700 sindaci che si erano schierati a favore del referendum.


In queste ore, la stessa Guardia Civil ha messo in atto un’altra prova di forza bloccando il centro raccolta voti (elettronici) e sigillando 1.300 seggi. Da Barcellona però sono stati subito pronti a ribadire che “riusciremo a votare lo stesso”.

Ma la situazione potrebbe diventare davvero esplosiva e drammatica soprattutto se da Madrid arriverà l’ordine di esecuzione di arresti contro i cittadini assolutamente pronti a far valere il loro diritto costituzionale anche se Madrid non lo considera tale.


Scritto da Bob Fabiani

Foto Tutti i marchi i loghi e le foto riportate appartengono ai rispettivi proprietari.

Link
-www.lavanguardia.com/temas/consulta-cataluna;

-www.publico.es/politica;

-https://cat.elpais.com;

-www.repubblica.it/esteri/news/referendum-catalogna      

 

Don Winslow “Corruzione”

Don Winslow “Corruzione” ed. Enaudi pag. 552

di Umberto Fabiani


Il ritorno in libreria di Don Winslow, il “maestro noir” più eccentrico al di qua e al di là dell’oceano era atteso in tutto il mondo, Italia compresa. Si sapeva che lo scrittore americano avrebbe posto le “sue attenzioni” sui poliziotti di stanza a New York e, da par suo, non ha deluso le attese. Parlandoci di “Corruzione” (è anche il titolo scelto per la versione italiana mentre, quella americana è semplicemente “The Force”); una corruzione dilagante in lungo e in largo sulle infernali strade di NYC, la “Grande Mela”. C’è un filo conduttore con l’ultimo romanzo dell’autore americano (Il Cartello) e da quello è ripartito Don Winslow solo che, ora dal Messico (e dai cartelli dei narcotrafficanti messicani della Regione del Sinaloa N.d.R.) siamo arrivati a New York, uno dei snodi naturali dove quella “polvere bianca” trova il suo approdo naturale. Ma stavolta, Winslow, ha voluto raccontarci quale tipo di rapporto c’è tra la Polizia di NYC e la criminalità che affolla la città che non chiude mai battenti, per nessuna ragione al mondo e in nessuna ora della giornata. Parte esattamente da qui il viaggio-inchiesta-romanzo dell’autore americano che, non risparmia nulla: i lettori del “maestro noir” più eccentrico della narrativa mondiale, lo sanno e, forse amano i suoi libri, i romanzi e i suoi articoli giornalistici che appaiono non solo negli organi di informazione Usa, proprio per questa ragione. L’autore e scrittore statunitense non ama scendere a patti e, stavolta ci parla, ci racconta del “Cartello in divisa (blu)” che ha il compito di gestire il marcio della “Grande Mela”.

Corruzione è una storia di “sbirri corrotti” e, si tratta di un grande romanzo capace di eguagliare in potenza i due grandi libri dedicati da Winslow alla “Guerra dei Narcos”, Il Potere del Cane e Il Cartello (entrambi pubblicati in Italia per i tipi di Einaudi, N.d.R.); per certi versi, il “nuovo Winslow” si rivela (nella stesura e nello svolgimento delle vicende di questa storia) persino più straziante. C’è tutto nei lavori più ambiziosi dello scrittore americano: la realtà che si intreccia alla fantasia (d’artista), sommando quasi completando il mestiere del giornalista a quello del romanziere (di assoluto livello). Questo è quello che risalta agli occhi del lettore che si fosse spinto a entrare nel mondo dei cosiddetti “romanzi messicani” ossia, un equilibrio perfetto, agghiacciante e meticoloso, assolutamente necessario per poter scrivere un vero e proprio reportage su una “guerra” di proporzioni drammatiche visto che ha prodotto oltre 350mila morti.


A questo punto Winslow ha ritenuto concluso (al momento) quella parentesi del suo lavoro, è partito per approdare a NYC con l’intento di raccontarci la “nuova realtà” della “Grande Mela”. Un intento necessario dato che, fino a oggi, a nessuno interessa raccontarla questa storia, una storia inevitabilmente scomoda perché, parte dal presupposto di accettare (e vedere) la “realtà nascosta”, sommersa di una città come NYC, già antica fucina del crimine. Winslow indaga e si chiede: a che punto è NYC dopo la famosa “tolleranza zero” voluta dall’ex sindaco (Repubblicano), Rudy Giuliani, per ripulire le strade della “Grande Mela” dai delinquenti che la stordivano e la insudiciavano (secondo il credo politico dell’ex sindaco)? Che cosa ha prodotto – si chiede ancora lo scrittore nel periodo che ha preceduto il lavoro vero e proprio che poi, è confluito nelle pagine del nuovo libro dell’autore amatissimo ormai in tutto il mondo e non più solo in Usa – quel drastico maquillage che – questo è accertato – in collaborazione con i grandi processi hanno quasi ridotto ai minimi termini “Cosa Nostra americana” (sgominandola)? L’autore lascia allora spazio al reporter che inizia un’attenta analisi per osservare con gli occhi critici quale sia il risultato. Lo scrittore deve prendere atto che magari, tutto questo trambusto, questo drastico maquillage, ha prodotto solo un “cambio di scena”, uno spostarsi un po’ più in là partendo da NYC, punto zero della “nuova stagione politica” che, all’epoca di Giuliani pensava che bastasse il “pugno di ferro” per liberare New York dalla piaga della violenza, delle gang (i “Cartelli”), della droga che scorre a fiumi, in tutti gli angoli della “Grande Mela”. Si sperava di rendere NYC un posto più sicuro ma, alla fine, in realtà si è trattato solo di favorire l’incolumità (e la sicurezza mantra straordinario delle destre statunitensi, con in testa il vecchio Gop, N.d.R.) solo per tutti … i ricchi e ricchissimi nababbi, in modo che potessero godersi (indisturbati) il loro “ghetto dorato” naturalmente a Manhattan mentre, per il resto degli altri, bisognava farsene una ragione “che si arrangiassero” e “andassero a vivere da un’altra parte” – sembra di sentirle queste voci razziste allo scrittore statunitense – in una sorta di “prova generale” di quella “pulizia etnica” che intanto, a livello nazionale, nel resto degli Stati Uniti, le destre estreme americane spalleggiate da “Bannon il Suprematista bianco” che, proprio in quegli anni lasciando il suo posto all’interno di quella “Finanza creativa” che lo aveva visto impegnato per lunghi anni alla Goldman Sachs per mettersi a capo di alcune delle peggiori formazioni dell’estrema destra per portare alla Casa Bianca, Donald Trump, 45° Presidente Usa e, da lì, dalle stanze dorate della Casa Bianca rivisitare, rimodellare quella “pulizia etnica” che tentò Giuliani in qualità di sindaco di New York, più di due decenni prima.


Ne venne fuori una “nuova colonizzazione” che partendo appunto da Manhattan si è spostata verso nuove aree (annota il reporter Winslow) arrivando così a Brooklyn scalzando i neri e gli afroamericani persino dal quartiere “black” per eccellenza, ossia, Harlem.

E’ davvero tutto a posto? E’ davvero tutto ripulito nella metropoli, presidiata da 38mila ragazzi in divisa blu? No, non è tutto a posto perché qua e là, resistono, si moltiplicano sacche di miseria (ma per l’ala reazionaria e razzista del vecchio Gop, di cui Giuliani è sempre stato uno dei politici più influenti, è sufficiente che sia stata cacciata indietro, un po’ più in là del centro, delle piazze con le luci sfavillanti e, che soprattutto non fossero percepiti dai milioni di turisti che affollano le vie della “Grande Mela” N.d.R.) e fa nulla se poi, a causa di queste “politiche di deportazione” si vengano a determinare sacche di emarginazione compreso il crimine. E’ compito di Winslow indagare in queste sacche; nei “cartelli della droga” (che appunto è la stessa che arriva dai Narcos messicani ma, evidentemente, non solo da loro …) gestita qui a NYC da neri e latini che, si combattono facendo eterno uso delle rispettive gangs, usate come manovalanza spiccia. E’ un mercato in espansione pressoché senza fine dove, alla “Borsa degli stupefacenti” le quotazioni dell’eroina gareggiano con quelle della “coca” finendo per superarle. E sullo sfondo (anche qui) a NYC – come nel caso del resto degli Stati Uniti d’America – c’è da fare il conto con le tensioni razziali. Una storiaccia di non facile soluzione se, perennemente gli Usa finiscono per precipitare in una drammatica “Guerra civile” con gli agenti spesso artefici di questo incendio che è sempre a un passo dall’esplodere definitivamente. Del resto i vari Dipartimenti di polizia, non si fanno pregare più di tanto per dare il via a mattanze (a seconda del capriccio del momento): al 30 giugno (scorso), le persone giustiziate (assassinate) dalla polizia degli States nel 2017 erano 492, media perfetta (sic!) con le 963 del 2016 e le 991 dell’anno precedente.

Winslow è partito da qui e arrivando a stretto contatto con la “Manhattan North Special Task Force”, unità scelta di sbirri che, in tutto e per tutto assomiglia a un “cartello” di spacciatori, di boss mafiosi e infine di narcotrafficanti. Un gruppo potente che se ne frega della disciplina tanto, da non temere i superiori. E’ il territorio incontrastato dell’intera squadra e il terreno dove opera il sergente Danny Malone. Irlandese, figlio di poliziotti, uno che sa sempre come si fa a stare dalla parte delle “buone intenzioni”. Si prende cura della famiglia (la sua), difende i più deboli che nelle strade selvagge (qui a NYC come altrove) sono sempre i primi a rimetterci.

Ma tutto può cambiare e cambia (a poco a poco, giorno dopo giorno, passo dopo passo).

Malone ha una moglie dalla quale presto divorzierà e due figli adorati e, in più tre compagni di squadra che per lui, sono preziosi molto più dei fratelli, un’amante nera, colta, elegante ma ex tossica, sempre in bilico, nel confine che demarca il disastro che consiste nel ricaderci dentro con tutte le staffe. Malone, è rispettato, temuto (come nessun’altro) nell’underworld di Manhattan. Malone ha anche un sacco di soldi che, gli sono piovuti sulla testa, dal momento che ha iniziato a infrangere tutte le leggi.

E’ sottile il filo che segna le barricate: quelle buone da quelle cattive e se si sorpassano può capitare di diventare sbirri corrotti. E’ capitato anche a Danny Malone e ai suoi compagni quasi senza accorgersene.

Da qui in poi inizia il vero percorso del romanzo di Winslow, quasi un “racconto in presa diretta” che accompagna il lettore nelle storie, nei capitoli e nelle pagine di Corruzione in un mare di persone che fanno a gara per tradire, calpestare, umiliare chi è davanti alla loro strada oppure sulla loro strada per intralciarne il passaggio. Come sempre, il “maestro del noir” non fa sconti a nessuno e anzi, ci descrive una NYC disumana, divoratrice che tutto centrifuga, nel tentativo di “rendere giustizia” solo a chi può permettersela, in fin dei conti, la differenza è solo tra chi paga o rischia di pagare e chi, sui gradini più alti della scala sociale, resterà sempre al sicuro. Sullo sfondo si percepisce quasi un senso di sconforto, nel dover rimpiangere i “vecchi tempi” quando, a farla da padrone era anche (e soprattutto) il senso dell’onore della mafia. Ma oggi, a NYC (e non solo qui nella grande metropoli che non chiude mai battenti, sette giorni su sette, trecentosessantacinque giorni all’anno) è tutto cambiato e si è costretti a vivere in una giungla dove, proprio a causa di questo, nulla è certo dove, le regole cambiano a seconda del momento e del capriccio dell’uomo forte del momento. A tenere tutto questo putrido “circo dell’apparenza” c’è la corruzione, la stessa che troviamo nel romanzo di Winslow; una corruzione onnipresente, endemica, pervasiva.

La grandezza dello scrittore statunitense, anche in questa nuova prova e in questo nuovo romanzo, non risiede “solo” nello adottato ma, nella scelta, drastica che l’autore sceglie per raccontare questa deriva morale seguendo il percorso inverso: raccontando i diversi passaggi attraverso i quali, Danny Malone, gradino dopo gradino, diventa “un infame”, un informatore, uno che si vende i compagni. Se non fosse stato per la scoperta che passa attraverso la vergogna di essere “un delatore”, un poliziotto corrotto, Malone probabilmente non si sarebbe accorto del proprio fallimento.

E’ la descrizione dell’etica omertosa di Malone e quindi di tutta la Task Force ma, in realtà è tutto il NYPD, non è per nulla diverso dalle organizzazioni criminali o dalle bande di strada. La frase che ben riassume questa amara storia di corruzione è tutta racchiusa nel dialogo tra “sordi e titani del malaffare” che va in scena tra un gangster domenicano che minaccia il sergente con cipiglio orgoglioso “Noi siamo il Cartello”, Malone si sente in dovere di rispondere con una minaccia ancora più grande: “No, noi siamo il Cartello:un cartello di 38 mila uomini”. In quel momento “il sergente”, non si rende conto che sta dicendo “la verità”.

La New York di Winslow è una città che presenta un nuovo volto, una città rimessa a nuovo dove, “il Palazzo” presenta facciate ridipinte quasi sgargianti ma, allo stesso tempo gli interni sono più marci di prima e i mucchi di polvere da sparo accumulati sotto i tappeti di lusso. Sembra sul punto di esplodere e perché ciò avvenga, sembra solo questione di tempo.

Scritto da Umberto Fabiani

bonfabiani@virgilio.it

Foto: Tutte le immagini sono dei legittimi proprietari.