C’è Costa Oltre Bologna…

Ecco cosa ha detto Lorenzo Costa su:
La cucina del mitico Daniele

La Pannacotta ( Irina Steccanella 😂)

I vini di Gabriele ( Tiziano ❤️ )

Le bollicine di Adrien Bergère (Flaviano e Massimo )

La mia ammirazione per Aurora e Massimo Mazzucchelli


🖊: Lorenzo Costa 

“La mia intervista integrale che uscirà su La Città Golosa! Grazie mille a Leonardo Tozzi e Massimo Fabiani!”

D: La cosa che hai fatto di cui sei piu orgoglioso e quella che non rifaresti?
R: Sono molto contento di avere aperto Oltre.! Ho sempre avuto mio padre come mito lavorativo: lui aprì il suo locale a 33 anni, io a 26. Questo mi serve a capire che la strada è quella giusta. A maggior ragione, fare impresa oggi in Italia è davvero per folli, quindi sono felice del pizzico di follia che metto nelle scelte.

Cosa non rifarei? Rifarei tutto! D’altronde è grazie ad errori e scelte giuste se oggi sono la persona che sono, nel bene e nel male. Ogni scelta fatta nella vita è frutto di quel preciso istante in cui viene elaborata, quindi penso che dietro ad ogni azione ci sia sempre un perché. Quindi perché no?


D: Ingredienti e ricetta per un locale di successo?
R: Domanda da un milione di dollari! Ovviamente deve esserci la giusta alchimia tra missione, capacità, materia prima, posizione, collaboratori e un pizzico di fortuna. Avanzo un’ipotesi? Alla base di tutto c’è il team. Dobbiamo circondarci di persone con la nostra stessa visione o essere noi bravi a trasmetterla. Il resto? Tanta umiltà e testa bassa. Collaborazione, ammirazione e rispetto per i colleghi sono altri elementi fondamentali.


D: La vostra cucina spiegata con parole semplici a chi non vi conosce.
R: La cucina di Oltre. è tutta merito di Daniele Bendanti, con il quale ne condivido la filosofia. Vogliamo onorare la tradizione bolognese, le ricette antiche e le cucine delle nonne. Ma con un twist moderno: questo non significa piatti destrutturati, spume e sferificazioni. La nostra ricerca va ancora più a monte: materie prime di primissima scelta e lavorazioni moderne ma rispettose sono le basi della sua cucina.


D: Il vostro piatto forte e la vostra specialità.
R: Ci riteniamo davvero forti sui Tortellini, mentre il nostro piatto speciale è il Piccione.

Daniele prepara personalmente il ripieno dei Tortellini. Salumi pregiati, lombata di vitello al posto del maiale per dare la dolcezza, noce moscata e la Mortadella di Pasquini & Brusiani. Conferiamo il ripieno alle Sfogline di Via Belvedere che ci fanno avere i tortellini chiusi nella loro sfoglia. Infine il brodo di cappone, che prepariamo noi come da tradizione.


D: La pietanza che preferisci lavorare.
R: Non sono un cuoco di conseguenza non lavoro direttamente le pietanze. Sono cresciuto a casa della mia nonna Cesira che abitualmente tirava a mano una sfoglia di 12 o più uova che strabordava dal tavolo mentre io giocavo ai suoi piedi immaginandomi in una capanna. Ad oggi, tirare la sfoglia è la cosa più magica che conosca. Il calore dell’impasto e la ruvidezza della sfoglia mi fanno tornare bambino in un attimo.

D: Il vostro piatto piu difficile da realizzare ma che da piu soddisfazione.
R: Come dicevo prima, il Piccione.

Viene spiumato, pulito, smontato, eviscerato e sottovuotato in più parti.

Ogni piccione ha due piccoli fegati che vengono tritati e sfumati in padella con scalogno, un filo d’olio, sale, pepe, albana passita e raffreddati in abbattitore. Setacciamo col tarocco questo impasto e ne prepariamo una quenelle che completerà il piatto.

La supreme e il petto cuociono sottovuoto a 60 gradi per 30 minuti. Le due cosce cuociono sottovuoto a 62 gradi sempre per 30 minuti. Durante il servizio rosoliamo i vari pezzi dalla parte della pelle. Le cosce successivamente vanno in forno a 200 gradi per 7 minuti. I petti nel mentre riposano per non fare accumulare il sangue. Completiamo il piatto col suo fondo di cottura e con una salsa di frutta di stagione.

D: Un ingrediente o un piatto sopravvalutato.
R: A mio avviso negli ultimi anni ho visto troppa carne cruda nei ristorante. Sembrava quasi che non avere una battuta di manzo in menu potesse squalificare il locale. Troppe preparazioni senza fantasia, troppi piatti di ardesia e poche tartare preparate al tavolo con maestria e giusti ingredienti.


D: Un ingrediente o un piatto sottovalutato

R: La Pannacotta! Dolce bistrattato ma penso che quando sia fatta bene o aromatizzata in una maniera particolare possa essere una grande conclusione del pasto. Consistenza, freschezza e il sapore del latte per me la rendono unica.


D: A cena con un buon vino. Quale? Un rosso e un bianco. O una birra.

R: Tra i vini rossi cito il GS di Costa Archi. Vino secondo me emblema della regione grazie ai vecchi cloni di Sangiovese BBS 11 e T 19. Potente ma al contempo elegante.

Per il bianco invece mi sposto in Valle d’Aosta e bevo il Blanc de Morgex et de La Calle di Cave Mont Blanc. Salato e sapido come piace a me, dopo ogni sorso mi sembra di aver leccato un sasso raccolto da un fiume. Per le birre invece alzo bandiera bianca non essendone un esperto consumatore. Mi sposto invece su altre bollicine, che conosco meglio. Quelle francesi in particolare! Ultimamente sto apprezzando molto Il Blanc de Blanc Grand Cru di A.Bergère. Uno Chardonnay di rara pulizia e nitidezza nato dalle mani di un mio coetaneo. Nei suoi Champagne posso riconoscere nettamente la giovane mano di Adrien.


D: I piatti della primavera.
R: Con l’aumento delle temperature tornerà il Piccione tra i secondi. Tra i primi rivedremo i Tortellini in crema di Parmigiano: nella loro versione estiva annegano in una crema preparata cuocendo mezzo kilo di croste di Parmigiano in un litro di latte fresco per cinque ore. Il latte si stringe e la magia è servita. Ci sarà anche una tagliatella molto semplice ma che sarà un inno al territorio con il Culatello di Spigaroli e gli asparagi di Altedo.


D: A cena a bologna o in emilia romagna da uno chef. Chi?
R: Il mio posto del cuore è il ristorante Marconi. I fratelli Mazzucchelli sono un esempio professionale per me. Dedizione, umiltà e professionalità sono i loro punti focali ma senza mai disdegnare il calore e il contatto umano. Da quando hanno rinnovato il ristorante a Giugno 2016 lo annovero anche tra i più belli.


D: Bologna a tavola. Un parere sulla ristorazione in citta.
R: Il livello si sta alzando è innegabile. Ad oggi secondo me manca una figura portavoce della ristorazione bolognese, che sia forte in cucina e mediaticamente. Ho l’impressione che Bologna non cresca perché viviamo ancora con una mentalità provinciale: per i successi non vieni mai ricordato ma solo invidiato, mentre gli errori fanno di te un caso locale per le malelingue. Ecco, io vedo poca coesione. E senza coesione anche un fuoriclasse fa fatica ad emergere. E qualcuno meritevole di emergere c’è.


D: Hai la bacchetta magica. Tre cose che faresti per la città.

R: Sognando ad occhi aperti innanzitutto eliminerei Sirio. Il sistema di telecamere che controlla la ZTL a mio avviso scoraggia molti anche solo ad avvicinarsi alle mura e di conseguenza alle attività del centro.

In secondo luogo ovviamente, mi piacerebbero parcheggi più fruibili all’interno delle mura per avvicinarsi il più possibile a Piazza Maggiore.

Terzo ma non per importanza mi piacerebbe la presenza di un mercato coperto ma fatto di artigiani veri e piccole/medie imprese bolognesi, anche non necessariamente del mondo del cibo. Una sorta di vetrina sulla città di Bologna con tutte le nostre eccellenze, che sono tante.

Scritto a quattro mani Io e  Leonardo Tozzi

Foto Le foto sono dei legittimi proprietari.

Una cena a regola d’Arte…

@RistorantePepeNero (Prato)Chef @MirkoGiannoni…

Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla per la serata del 28.05.2017…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”…

Una Cena a regola d’Arte…

Venire a Prato da Mirko e Sara è stato per me una specie di folgorazione gastronomica una cena che ricorderò per molto tempo…

È stata una cena esclusiva in cui l’arte ha incontrato la genialità dello chef Mirko Giannoni reinterpretando in maniera sublime le opere esposte nel ristorante per una serata unica nel panorama della ristorazione italiana…

Chapeau…

Ecco il menù che ha preparato per la serata:

Scampo al Vapore, sfera di mare e lime… Veramente un piatto affascinante 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Tonno confit in porchetta, cipolle e fagioli cannellini… 

Un’invenzione unica

🍽🍽#piattoottimo

Tartare di dentice su crema di ricotta della Calvana e pistacchi… 

Un piatto disarmante… 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Non posso vedere, non posso intendere, non posso parlare… 

Qui abbiamo raggiunto un categoria superiore un piatto emozionante degustato in una maniera unica 

🥄#piattoemozionante
Timballo di ombrina Bocca d’Oro ripieno di asparagi bianchi di Bassano, salsa topinanbur crumble di olive e noci… 

È un crescendo di emozioni e sapori e qui lo chef per me ha raggiunto un livello altissimo 

🥄#piattoemozionante
Ricordo di Prato… 

Un piatto veramente magnifico

🍽🍽🍽#piattosplendido


Cosa si può dire della cucina di Mirko qui la passione e la ricerca hanno creato un percorso completo, un viaggio unico dove arte e cucina sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che Mirko ha una passione in più, i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti hanno raggiunto delle vette inaspettate direi uniche…
Un vero tripudio di emozioni…

Bravo Mirko è stato un grande piacere conoscerti e degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!

Durante la serata abbiamo presentato nel formato 3L e 1,5L il nostro Champagne A. Bergère SELECTION…


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

✒️:@mafa73

📷: @mafa73

La foto dello chef è stata scattata da @LidoVanucchi

Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

@LImbutoRistorante (LU)Chef @cristiano_tomei


Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”


Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

Sabato 13.05.2017

Venire a Lucca da Cristiano ormai sta diventando per me una specie di tappa fissa ogni volta che sono in zona cerco sempre di trovare uno spazio per un pranzo oppure una cena…

Non è la prima volta che ho il piacere di degustare la cucina stellata di Cristiano, sabato in compagnia di Lido e Sara abbiamo finito la nostra Riunione di Lavoro all’Imbuto a Lucca…

Stavolta avevamo chiesto a Cristiano di prepararci alcuni piatti ma come sempre l’estro e la grande capacità dello Chef ci ha fatto stare a tavola con Lui per 3 a parlare e degustare insieme…

A preparato ben 12 piatti per un percorso altamente emozionante…

12 🥄#piattiemozionanti…



Cosa si può dire della cucina di Cristiano è un percorso completo, un viaggio unico dove la terra e il mare sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che oggi Cristiano ha una marcia in più i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti oggi raggiungono vette inaspettate…

Un tripudio di emozioni…

Alla mia domanda come si chiamavano alcuni dei piatti Cristiano mi risponde come sempre: 

“i miei piatti non li chiamo nel caso ti dico quali sono le materie prime… io i miei piatti non gli darò mai un nome…”

Un vero genio…


Bravo Cristiano è sempre un grande piacere venire a degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

📷: @mafa73

Alcune delle foto sono dei rispettivi proprietari.

Il Ristorante L’Imbuto si trova all’interno del

Lucca Center of Contemporary Art

in via della Fratta 36 a Lucca

Telefono 340575809; 3487046574

e-mail: ristoranteimbuto@hotmail.it

 Il ristorante è chiuso il Lunedì

Ristorante Marconi…

Bologna 06.05.2017 Una serata indimenticabile…

Aurora Mazzuccelli:
Ho scelto di infilare la giacca da cuoco nello stesso modo con cui ogni giorno scelgo cosa sono e cosa voglio diventare: sentendo di “appartenere”. A me stessa, a qualcuno, alle idee che mi attraversano.


Massimo Mazzucchelli:
Far vivere emozioni. Questo è il mio impegno, il lavoro che ho scelto. Cerco di avere un approccio positivo alle persone: ascolto, sospendo il giudizio, interpreto i loro desideri.


@ristorante_marconi (BO)

@aurora.mazzucchelli Chef e @massimomazzucchelli… 

Ecco il menù che abbiamo degustato ieri sera… 


È un viaggio enogastronomico unico nel panorama della Ristorazione Italiana, la cucina di Aurora è un viaggio sensoriale che ti colpisce al cuore… 

Colori, Sapori, Profumi sono solo alcune delle sensazioni che si provano durante tutto il viaggio delle 8 portate al tavolo, in sala Massimo riesce ad abbinare in maniera sublime vino e cibo con eleganza e professionalità… Credo che Aurora e Massimo siano complementari come lo yin e lo yang come il giorno che si tramuta in notte e la notte che si tramuta in giorno…

Ecco il menù…




Ecco cosa abbiamo degustato ieri sera…

Il primo impatto al calice rimango sbalordito, il colore è un giallo paglierino dai riflessi dorati. I profumi ricordano gli agrumi, la salvia, alcune erbe aromatiche, la frutta esotica, ed una sapida/verticale roccia bianca. Al naso un’inconfondibile nota fumè conferita dalla sapiente gestione dei piccoli legni che personalizza e delinea il profumo del vino…
Sapidità, freschezza diretta e diritta, che invoglia alla beva. Un calice tira l’altro nel quale ci si torna sopra volentieri.

Un vino dotato di eleganza e complessità, è stata veramente una grande sorpresa.

Da tempo non assaggiavo un pinot bianco così buono. Regione: Emilia Romagna Colli Bolognesi

Vitigno: 100% Pinot Bianco                            

💛#vinoemozionante…

Giallo carico dai riflessi lievemente dorati. Mandorla e nocciola, frutta bianca matura, aromi floreali intensi e persistenti… Anche al palato il gusto è pieno, deciso, secco ed asciutto per quanto grasso ed opulento. Potente, avvolgente e minerale chiude in un finale lunghissimo grazie alla sapidità pronunciata e alla straripante freschezza.

Regione: Friuli Venezia Giulia.

Vitigno: Tocai Friulano e Ribolla Gialla. 🔴🔴🔴#vinosplendido…


Grazie Massimo per avermi fatto scoprire questi splendidi vini!
Sono stati 8 🥄#piattiemozionanti e due grandissimi Vini 🍷
#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…


Alla prossima!!!

🖋: Massimo Fabiani

📷: Massimo Fabiani alcune immagini sono dei rispettivi proprietari.

www.massimofabiani.com

Quello che volevo Degustare al Vinitaly 2017…

Doveva andare in un’altro modo e invece…



Alcuni dei numeri dell’Edizione 50+1
VINITALY 2017, IL BUSINESS DEL VINO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
L’EDIZIONE “50+1” CHIUDE CON:

128MILA PRESENZE 

142 NAZIONI

OLTRE 30MILA I TOP BUYER STRANIERI, IN AUMENTO DELL’8 PER CENTO

Operatori esteri in crescita rispetto al 2016 da Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano buyer da Panama e Senegal. A Veronafiere per quattro giorni presenti 4.270 aziende espositrici da 30 paesi, aumentate nel complesso del 4%, in particolare quelle estere, del 74 per cento.

A Vinitaly and the City 35mila winelover tra il centro storico di Verona e il comune di Bardolino.

Verona, 12 aprile 2017 

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.

 «Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

 «I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

 Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo. Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit. 

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia. 

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni…

Ma torniamo a Me…


Eccomi qui a raccontare un’altra storia, certo sempre di altissimo livello enologico ma diversa da quella che pensavo quando nel 2016 scrissi a tutti ci rivediamo alla 51ma edizione del Vinitaly.

Sono cambiate innumerevoli cose dalla scorsa edizione e io avrei voluto percorrere i miei 15km al giorno con al collo il Pass come blogger e invece quest’anno sono tornato dietro al bancone a servire e a presentare due Aziende con cui oggi io e Flaviano Lenzi collaboraimo che sono: CantinAmena e Champagne A. Bergère…


Si è appena concluso il più bel Vinitaly degli ultimi anni…

Mentre sto scrivendo questo articolo sono sul letto stanchissimo come non lo sono mai stato negli ultimi anni…

E non è ancora finita…

Nonostante tutti i problemi che il comparto del vino italiano si trova ad affrontare, il clima in fiera era molto disteso e buono, l’affluenza di pubblico notevole e finalmente nell’aria c’era positività sia da parte dei Produttori che da parte degli addetti ai lavori…

Meno male…

Per quanto riguarda i vini che avrei voluto assaggiare c’è da dire che ci troveremo presto davanti a versioni notevoli. 

Comincio col dire che l’annata 2013 per il Barolo non sarà molto distante dalla mitica 2010. 
Per i vini rossi annate 2015 e 2016 sono vendemmie formidabili, e lo sono anche per la maggior parte dei bianchi. 

In Toscana molto interessante l’annata 2014, e alcuni di essi, Sassicaia su tutti, sono risultati ben migliori delle attese. 

Interessante tutto il completo delle bollicine italiane per volumi di affari e per grandi potenzialità in bottiglia.

Notevole il miglioramento di alcune Regioni sempre un po’ messe all’angolo come per esempio il Lazio e la Basilicata interessante le ultime annate dell’Umbria.

Per i bianchi vado contro tendenza e dico Liguria e Sicilia per il resto a Voi le vostre preferite!!!

E ALLORA CHE IL VIAGGIO CHE AVREI VOLUTO FARE ABBIA INIZIO!!!

Ca del Bosco Dosage Zero 2012 e Dosage Zero Noir 2007…

La Fioca Brut e Saten…

Berlucchi Nature 61… (grazie a Mario del Debbio sono riuscito ad andare ma lunedì pomeriggio…)



Antica Fratta Millesimato e Nature

Barone Pizzini È tra i miei preferiti avrei voluto degustare la gamma completa come ogni anno…

Bersi Serlini La gamma questa azienda mi incuriosiva…

Contadi Castaldi Idem!!!

L’Aglianico del Vulture Titolo 2015 di Elena Fucci…

Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2016 di Lunae Bosoni…

Giacomelli Vini Vementino Pianacce 2015…

Dolcetto d’Alba 2016 di Elio Altare…

Montalbera Ruchè e L’Accento…

Barbera d’Asti Superiore L’Alfiera 2015, dei Marchesi Alfieri…

Taurasi 2012 della famiglia Fiorentino…

Salvatore Martuscello Ottouve Gragnano e Lettere…

Falanghina Le Fossette 2016 di Alberto Longo…

Vermentino di Sardegna Camminera 2016 di Audarya…

Arnaldo Caprai Sagrantino DOCG 25 anni, Cuvée Secrète…

Paolo e Noemia d’Amico Falesia e Pinot Nero…

Azienda Agricola Piccoli Daniela La gamma completa…

Soave Superiore Monte di Fice 2016 della cantina I Stefanini…

Gianfranco Fino Es…

MadonnaNera Rosso di Montalcino e Brunello di Montalcino…

Poliziano Nobile di Montepulciano e Rosso di Montepulciano…

E tanti altri…

Abbiamo presentato durante il Vinitaly 2017 tutta la nuova gamma di CantinAmena, Patientia, Arcana e DiVitia e il nostro nuovo enologo Luca Caramellino.

Abbiamo presentato anche le nuove etichette e il nuovo marketing insieme allo studio grafico Oenolab.

Abbiamo presentato anche lo Champagne A. Bergère importato in esclusiva in Italia da CantinAmena insieme a Adrien Bergère che in tutti i giorni della manifestazione ci ha accompagnato in questo splendido viaggio…


È stato un grandissimo Vinitaly stracolmo di successi e grandi soddisfazioni…


Grazie di cuore a tutte le persone che ci sono state vicino e che ci hanno aiutato per raggiungere il nostro obiettivo…

VI VOGLIAMO BENE…

CI VEDIAMO NEL 2018…

CARTELLA STAMPA VINITALY 2017

http://www.vinitaly.com/areaStampa/cartellaStampa/
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Photocredit: © Foto Veronafiere-ENNEVI

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La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

Scritto da Massimo Fabiani

Photo: Massimo Fabiani

Parla Carlo Cracco: cosa succede dopo l’addio a Masterchef Italia.

8 marzo 2017

di Conte Garozzo

Lo ha dichiarato a Identità Golose: Carlo Cracco abbandona la cucina di Masterchef Italia, quella dei riflettori, quella che gli è valsa amore e odio (dipende dai punti di vista) quella del gossip e dei pettegolezzi. 

Carlo Cracco non è un vero chef; Carlo Cracco non sa cucinare; Carlo Cracco di qua,Carlo Cracco di là: sul cuoco vicentino due stelle Michelin se ne sono dette tante. È il caro prezzo della mondanità, della gloria televisiva, che molto ti dà e altrettanto ti nega. Il suo è un addio che sa di rivalsa, quasi a voler gridare:sono un grande chef e voglio dimostrarlo ai fornelli, lontano da rumors e chiacchiericci. Molte quindi le novità nella sua vita professionale, prima tra tutte l’apertura della nuovissima e scintillante insegna milanese all’interno della Galleria Vittorio Emanuele. L’ho incontrato, sempre curato e con il suo inconfondibile aplomb, proprio durante Identità Golose. Una piacevole chiacchierata tra due vecchi amici, più che un’intervista vera e propria.

Sei diventato Ambasciatore del Gusto, l’associazione nata con lo scopo di valorizzare le eccellenze della gastronomia italiana. Cosa significa questo per te?

È un modo per cercare di fare squadra tutti insieme, dedicato ai cuochi indipendentemente dal ristorante o dal posto di lavoro dove si opera. È forse la prima associazione rivolta completamente alle persone che questo mestiere lo fanno (che quindi sono titolate a parlare) per cui ci sono cuochi che arrivano dall’estero, cuochi italiani, tutti quelli che si riconoscono in queste caratteristiche e che portano avanti con grande orgoglio tutto il Made in Italy.

Bisogna fare squadra, quindi. Quali sono i punti fondamentali per riuscirci?
Per fare squadra bisogna scegliere una persona, nella fattispecie Cristina Bowerman, che porti avanti un progetto. Lei si è fatta carico di tutta l’enorme responsabilità ma con un progetto, appunto. Noi dobbiamo sostenerla, dobbiamo cercare di fare tutta la nostra parte, mandando avanti lei che si è presa quest’onere. L’altro punto fondamentale per fare squadra è quello di rimanere uniti, cioè cercare di capire quali siano le nostre esigenze, quali i punti da valorizzare di più rispetto ad altri, fare un programma. Dopodichè metterlo in atto: questo è fare squadra e non andare in giro sparpagliati. Noi siam bravissimi, tutti, ma se riuscissimo a farlo in modo compatto avremo molta più forza.

Il tema di quest’anno a Identità Golose è il viaggio: contaminazione come integrazione?
La differenza non la fa chi utilizza elementi venuti da ogni parte, tanto per usarli, ma è riuscire con la nostra cultura, con la nostra sensibilità, a vederli con occhi diversi in modo che si integrino con i nostri ingredienti. Se qualcuno mi dice che il prodotto italiano per definizione è il pomodoro, io rispondo che il pomodoro in realtà non è nostro, lo è diventato perché ha trovato chi lo ha valorizzato e lo ha fatto diventare Il Pomodoro.

Durante il tuo intervento in Auditorium hai detto delle cose bellissime: “Comprare libertà, comprare un sogno, costruire il futuro”. Per questi ragazzi è l’esortazione a lanciare il cuore oltre l’ostacolo?
Sì, andare oltre. Non tanto oltre l’ostacolo, in quanto l’ostacolo ci sarà sempre, ce ne sarà sempre uno più alto, ma è cercare d’immaginarsi qualcosa di lontano e di non immediato. Spesso e volentieri i ragazzi hanno questa fretta che li porta a bruciare i tempi e, invece, devono cercare di avere più pazienza, di vedere più lungo e cercare di aspettare magari un attimino in più, perché quella attesa farà sì che tutto sarà migliore.

Parliamo di novità. Iniziamo con la prima, la più attesa: lasci lo storico ristorante Cracco in Via Victor Hugo a Milano per lo splendido progetto in Galleria Vittorio Emanuele. C’è nostalgia?

Nostalgia c’è, senza dubbio! Diciassette anni lì non sono pochi. C’è una cucina pazzesca, disegnata, fatta su misura, c’è tutta una serie di cose per cui fai fatica a lasciare. Però, se alla fine vuoi andare avanti, crescere e avere un futuro, e far sì che questo futuro sia sostenibile, devi comunque vedere oltre, cercare d’immaginarti cosa sarà la cucina tra cinque anni, sei anni; dovrà sicuramente essere questa nuova espressione, una casa dove riuscire a fare tutto quello che vuoi. Noi siamo cuochi e il ristorante è una delle espressioni, forse la migliore. Poi c’è il bar, il caffè, la pasticceria, cioè tutto quello che c’è intorno.

Terminiamo parlando del tuo addio. Mi riferisco, ovviamente, alla cucina di Masterchef Italia: quella di giovedì sarà la Tua ultima puntata. Sei edizioni sono tante, cosa ti ha dato e cosa hai dato tu al programma?
Masterchef è stata un’esperienza fantastica perché, comunque, all’inizio, eravamo veramente tre pellegrini. Ci siamo impegnati, abbiam creduto che al fatto che potesse diventare qualcosa di bello e alla fine ci credi e ci metti molto del tuo. Il risultato finale non è tanto la popolarità, che ti aiuta tantissimo ma è pur sempre un effetto mediatico, ma il fatto che ti regala tutta quella parte bella del nostro Paese e dei nostri prodotti, che lì vanno in scena. È vero, non è che si vedano tantissimo, la gente si sa vuole la storia; però intanto noi ogni anno giravamo posti diversi, andavamo a conoscere prodotti diversi, produttori diversi, per cui alla fine è un’esperienza che ti dà tantissimo. È un ripasso per noi, un aggiornamento. Un’esperienza unica, davvero difficile da replicare.

Nel frattempo si aprono i sondaggi: chi sarà il degno sostituito di Cracco? Chi si farà carico di tanto dovere? Competere con lo charme di Carlo non è cosa da tutti. Si vocifera un cambiamento radicale, una donna tra i giudici, un altro grande chef: Antonia Klugmann. Non ho osato chiederlo a Cracco: mi avrebbe sorriso beffardo. Le regole di Masterchef sono anche queste.

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Tutti i marchi e i loghi riportati appartengono ai rispettivi proprietari.

Grazie di cuore a Giuseppe Garozzo Zannini Quirini Il Conte di Masterchef…

Linguine Calamari, mollica fritta e Trombolotto…

Ingredienti:

500 gr. calamari medio-piccoli

400 gr. linguine di Gragnano

80/100 gr, pane raffermo

Aglio 

Prezzemolo

Olio evo

Un limone 

Sale 

Pepe nero lungo (bengala)

Olio al Trombolotto (in alternativa olio e succo di limone)

Zest di limone

Preparazione:

In abbondante acqua salata mettere a cuocere le linguine. Pulire bene i calamari e tagliarli ad anellini sottili. In una padella capiente far andare 4 cucchiai d’olio e due spicchi di aglio tagliati a metà e liberati della parte centrale a fuoco moderato affinché l’aglio rilasci il suo profumo senza bruciare.

Appena l’aglio sarà divenuto dorato, aggiungere i calamari, alzare la fiamma e aggiustare di sale. 

A parte, in una padellina scaldare pochissimo olio. Una volta ben caldo aggiungere il pane raffermo sbriciolato e farlo tostare per bene. 

Scolare la pasta abbastanza al dente (4 minuti prima) e saltarla nella padella con i calamari avendo cura di aggiustare con acqua di cottura, se necessario. Si formerà una cremina, spegnere e aggiungere il prezzemolo tritato finemente. Servite subito in un ampio piatto piano non prima di aver condito le linguine con una macinata di pepe, il pane tostato, la zest di limone e l’olio al Trombolotto (oppure con l’olio emulsionato con il succo di limone).

Ecco il mio abbinamento:

SetteAnime Emma Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Brut DOCG.

Alla prossima ricetta!!!

Scritto da Giuseppe Garozzo Zannini Quarini ” IL CONTE di Masterchef”

Foto Giuseppe Garozzo Zannini Quarini e Massimo Fabiani.

Il Conte di Masterchef!

​Ecco la mia prima Ricetta per Voi…

LINGUINE DI FARRO RISOTTATE CON RAGU’ LEGGERO DI RICCIOLA, VERDURE DELL’ORTO AL PROFUMO DI MENTA E PREZZEMOLO, OLIO EVO E PEPE LUNGO.

In una padella molto ampia mettere un cipollotto rosso e un quarto di costa di sedano triturati a stufare in olio evo. 

Aggiungete una brunoise di una carota e una zucchina. Appena le verdurine si saranno scottate inserire le linguine gocciolanti che avete messo a bollire per massimo 3 minuti. In un tegame fate del brodo vegetale (cipolla,carota, sedano e zucchina). 

Alzate un pochino la fiamma, fate andare per qualche secondo, inserite i pomodorini tagliati a piccoli spicchi, aggiustate di sale e poi aggiungete pian piano il brodo caldo come se si preparasse un risotto. Andate avanti in questo modo fino a quando raggiungerete la cottura desiderata (mi raccomando al dente!). 

Prima di servire, condire con prezzemolo, menta, una macinata di pepe e un buon giro di ottimo olio evo.
Per questo piatto ho deciso di abbinare un Lugana Doc dell’Azienda “Perla del Garda”…

Cosa dire di più buon appetito e buona degustazione a tutti…
Alla prossima ricetta!

Scritto da Giuseppe Garozzo Zannini Quarini.

Bottega 47

Bottega 47…
Siamo pronti finalmente…
Per il nostro nuovo viaggio attorno all’Enogastronomia…
A partire dal 30 di Gennaio ci saranno nuovi articoli e vecchi amici che ricominceranno a scrivere per Noi.
La strada è stata lunga e tortuosa, le scelte difficili sopratutto nel decidere come portare avanti il mio e il nostro lavoro.
Io ho sempre pensato che il mio BLOG doveva essere una porta aperta a tutti, dove ognuno di Voi poteva scrivere e parlare di ciò che meglio credeva, da una parte ci siamo anche riusciti e dall’altra no…
Non siamo pronti per la LIBERTÀ DI PENSIERO e di PAROLA, gridiamo a tutti che siamo nell’epoca dell’uguaglianza e non riusciamo a stare insieme più di un giorno attorno ad un tavolo per condividere idee e pensieri…
Io continuerò a credere nel mio progetto e cercherò di portarlo avanti…
Gli articoli usciranno una volta al mese e parleranno di Me e dei Miei Viaggi intorno al Mondo del Vino e del Cibo, ci saranno amici e professionisti che scriveranno per Me è per tutti Voi.
“CI VEDIAMO PRESTO!!!”
– IO CI CREDO ANCORA… –
Massimo Fabiani
Bottega 47

 

I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti

“ I veri intenditori non bevono vino . Degustano segreti”
Salvador Dalì

dali1Così come ogni persona può scegliere se far conoscere agli altri il suo mondo , anche i vini nascondono nei loro sentori una miriade di segreti  che solo alcuni riescono a percepire.

Scoprire i segreti che si celano dentro una classica Bordelese  piuttosto che in un’elegante Renana passando attraverso una sontuosa Champagnotta ,  richiede attenzione e fantasia ma soprattutto leviamoci dalla testa che solo  “gli addetti ai lavori” sono in grado di farlo….

Ho qui davanti a me una bottiglia di Chablis – Les Vaux Sereins 2013 acquistata neanche una settimana fa a Nizza e ripenso al giorno in cui l’ho scelta in mezzo alle altre : ero in una piccola enoteca nel centro  della città in un caldo pomeriggio di Agosto e il fatto che questa bottiglia non lasciasse trapelare nessuna informazione aveva attirato subito la mia attenzione.

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Chi sei?

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Le enoteche sono affascinanti per noi amanti del vino , ogni scaffale racchiude un pezzo di storia , ogni bottiglia contiene un segreto che chiede solo di essere conosciuto e te sei li, nel mezzo a questi polverosi pezzi di vetro dai nomi dolci , armonici, rotondi e intriganti che ti chiedi ” e adesso da dove inizio?”

Borgogna , Valle della Loira , champagne, vini rossi, rosati, bianchi, liquorosi… mi gira la testa, passo da un ripiano all’altro, leggo e rileggo le etichette più volte, le tocco, le sfioro quasi con timore, cerco di ricordare le caratteristiche di certi vini fino ad ora solo lette nei libri e mai potute constatare di persona…

Mi sento un pò Alice nel Paese delle Meraviglie , sorrido…

Oltre allo Chablis acquisto un Medoc Tour Prignac Recolte 2009 Grande Reserve  dal tipico uvaggio bordelese,  e esco da quella piccola enoteca soddisfatta del mio modesto bottino.

Sono passate circa due settimane e le due bottiglie sono ancora li , intatte . Non so se ho fatto delle buone scelte , non so se rimarrò delusa da questi vini o se al contrario ne sarò estasiata , a prescindere da come saranno voglio trovare il momento giusto per aprirle , voglio poterle gustare con il cibo adatto e condividerle  con qualcuno di speciale… il vino è divertimento e scambio di idee e non mi va di giocare da sola.

Chissà, magari nel prossimo articolo vi racconterò di una cena a base di vini francesi…

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30 Luglio 2014:
Enoteca Coccolino
Cecina 

Ispirati da un Luglio  travestito da Novembre , io e il mio gruppo di amici decidiamo di andare a mangiare “ la ciccia” (come si dice dalle mie parti ) e a bere del buon vino rosso.

dali5Il ristorante / enoteca Coccolino  ci accoglie nella sua  atmosfera calda e familiare , arredato con centinaia di casse di vino provenienti dai maggiori produttori italiani e stranieri , rimaniamo stregati dal suo silenzioso racconto di bottiglie d’annata e di pregio …  Ci sentivamo come Pinocchio nel Paese dei Balocchi!

Insieme a me ci sono cinque neo sommelier che passando in rassegna gli scaffali pieni di storia, sorridono ogni volta che ritrovano in quelle bottiglie ciò che fino a poco tempo fa era solo teoria

Finalmente a tavola ordiniamo carne di Angus, di Bisonte e ci rammarichiamo per non poter assaggiare anche lo struzzo ( si è vero siamo delle buone forchette!) … impieghiamo quasi 20 minuti per decidere cosa bere , ci brillavano gli occhi alla vista di quella carta dei vini che ci invitava a scoprire i sentori dei vitigni piemontesi, toscani , siciliani…

La salivazione era già alle stelle!

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Alla fine optiamo per un Terre More dell’Ammiraglia 2010 Marchesi de Frescobaldi 13,5°  leggermente tannico e non eccessivamente allappante ,  dopo un boccone di burroso cinghiale in salmì il sapore di questo vino è una piacevole scoperta.

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Bevo il primo sorso e ho un flash .. ciliegia!
Faccio per condividere con gli altri il mio pensiero  e la scena che mi si presenta è fantastica: siamo tutti li con il bicchiere al naso ,in silenzio a fissarci nell’attesa che qualcuno spari la prima cavolata!
Per fortuna la Delegazione Fisar Livorno puo tirare un sospiro di sollievo, dalle nostre bocche non è uscito niente di vergognoso, giuro!

Il secondo vino è un Ruit Hora Caccia al Piano 1868 vendemmia 2011 Bolgheri , 14° , 12 mesi di barrique che permettono al tannino di far sentire la sua presenza  non risultando però particolarmente entrante ma  gradevole e ottimo con l’entrecote ordinate ( strepitose)

Riferendomi al Caccia al Piano e alla carne che stavamo divorando chiedo alla persona vicino a me : “ Cosa ne pensi di questo abbinamento? ”
Risposta : “ Mah.. non lo so se ci sta bene , è buono il bisonte , è buono il vino , io gongolo!”

Siamo sommelier si sa , ma cosa c’è di più vero in una risposta del genere?

“W LA VITA”

Note:
Vorrei ringraziare il Ristorante: “Enoteca Coccolino” che ci ha permesso di passare una piacevole serata all’insegna del buon vino , dell’ottima carne ( la consiglio a tutti gli amanti della “ciccia” ) e dell’onesto rapporto qualità/prezzo .

Ringrazio inoltre i miei splendidi compagni di viaggio (e di bevute) che mi accompagneranno in tanti altri racconti……

Sara Tomei