I veri intenditori non bevono vino. Degustano segreti

“ I veri intenditori non bevono vino . Degustano segreti”
Salvador Dalì

dali1Così come ogni persona può scegliere se far conoscere agli altri il suo mondo , anche i vini nascondono nei loro sentori una miriade di segreti  che solo alcuni riescono a percepire.

Scoprire i segreti che si celano dentro una classica Bordelese  piuttosto che in un’elegante Renana passando attraverso una sontuosa Champagnotta ,  richiede attenzione e fantasia ma soprattutto leviamoci dalla testa che solo  “gli addetti ai lavori” sono in grado di farlo….

Ho qui davanti a me una bottiglia di Chablis – Les Vaux Sereins 2013 acquistata neanche una settimana fa a Nizza e ripenso al giorno in cui l’ho scelta in mezzo alle altre : ero in una piccola enoteca nel centro  della città in un caldo pomeriggio di Agosto e il fatto che questa bottiglia non lasciasse trapelare nessuna informazione aveva attirato subito la mia attenzione.

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Chi sei?

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Le enoteche sono affascinanti per noi amanti del vino , ogni scaffale racchiude un pezzo di storia , ogni bottiglia contiene un segreto che chiede solo di essere conosciuto e te sei li, nel mezzo a questi polverosi pezzi di vetro dai nomi dolci , armonici, rotondi e intriganti che ti chiedi ” e adesso da dove inizio?”

Borgogna , Valle della Loira , champagne, vini rossi, rosati, bianchi, liquorosi… mi gira la testa, passo da un ripiano all’altro, leggo e rileggo le etichette più volte, le tocco, le sfioro quasi con timore, cerco di ricordare le caratteristiche di certi vini fino ad ora solo lette nei libri e mai potute constatare di persona…

Mi sento un pò Alice nel Paese delle Meraviglie , sorrido…

Oltre allo Chablis acquisto un Medoc Tour Prignac Recolte 2009 Grande Reserve  dal tipico uvaggio bordelese,  e esco da quella piccola enoteca soddisfatta del mio modesto bottino.

Sono passate circa due settimane e le due bottiglie sono ancora li , intatte . Non so se ho fatto delle buone scelte , non so se rimarrò delusa da questi vini o se al contrario ne sarò estasiata , a prescindere da come saranno voglio trovare il momento giusto per aprirle , voglio poterle gustare con il cibo adatto e condividerle  con qualcuno di speciale… il vino è divertimento e scambio di idee e non mi va di giocare da sola.

Chissà, magari nel prossimo articolo vi racconterò di una cena a base di vini francesi…

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30 Luglio 2014:
Enoteca Coccolino
Cecina 

Ispirati da un Luglio  travestito da Novembre , io e il mio gruppo di amici decidiamo di andare a mangiare “ la ciccia” (come si dice dalle mie parti ) e a bere del buon vino rosso.

dali5Il ristorante / enoteca Coccolino  ci accoglie nella sua  atmosfera calda e familiare , arredato con centinaia di casse di vino provenienti dai maggiori produttori italiani e stranieri , rimaniamo stregati dal suo silenzioso racconto di bottiglie d’annata e di pregio …  Ci sentivamo come Pinocchio nel Paese dei Balocchi!

Insieme a me ci sono cinque neo sommelier che passando in rassegna gli scaffali pieni di storia, sorridono ogni volta che ritrovano in quelle bottiglie ciò che fino a poco tempo fa era solo teoria

Finalmente a tavola ordiniamo carne di Angus, di Bisonte e ci rammarichiamo per non poter assaggiare anche lo struzzo ( si è vero siamo delle buone forchette!) … impieghiamo quasi 20 minuti per decidere cosa bere , ci brillavano gli occhi alla vista di quella carta dei vini che ci invitava a scoprire i sentori dei vitigni piemontesi, toscani , siciliani…

La salivazione era già alle stelle!

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Alla fine optiamo per un Terre More dell’Ammiraglia 2010 Marchesi de Frescobaldi 13,5°  leggermente tannico e non eccessivamente allappante ,  dopo un boccone di burroso cinghiale in salmì il sapore di questo vino è una piacevole scoperta.

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Bevo il primo sorso e ho un flash .. ciliegia!
Faccio per condividere con gli altri il mio pensiero  e la scena che mi si presenta è fantastica: siamo tutti li con il bicchiere al naso ,in silenzio a fissarci nell’attesa che qualcuno spari la prima cavolata!
Per fortuna la Delegazione Fisar Livorno puo tirare un sospiro di sollievo, dalle nostre bocche non è uscito niente di vergognoso, giuro!

Il secondo vino è un Ruit Hora Caccia al Piano 1868 vendemmia 2011 Bolgheri , 14° , 12 mesi di barrique che permettono al tannino di far sentire la sua presenza  non risultando però particolarmente entrante ma  gradevole e ottimo con l’entrecote ordinate ( strepitose)

Riferendomi al Caccia al Piano e alla carne che stavamo divorando chiedo alla persona vicino a me : “ Cosa ne pensi di questo abbinamento? ”
Risposta : “ Mah.. non lo so se ci sta bene , è buono il bisonte , è buono il vino , io gongolo!”

Siamo sommelier si sa , ma cosa c’è di più vero in una risposta del genere?

“W LA VITA”

Note:
Vorrei ringraziare il Ristorante: “Enoteca Coccolino” che ci ha permesso di passare una piacevole serata all’insegna del buon vino , dell’ottima carne ( la consiglio a tutti gli amanti della “ciccia” ) e dell’onesto rapporto qualità/prezzo .

Ringrazio inoltre i miei splendidi compagni di viaggio (e di bevute) che mi accompagneranno in tanti altri racconti……

Sara Tomei

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