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Una cena a regola d’Arte…

@RistorantePepeNero (Prato)Chef @MirkoGiannoni…

Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla per la serata del 28.05.2017…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”…

Una Cena a regola d’Arte…

Venire a Prato da Mirko e Sara è stato per me una specie di folgorazione gastronomica una cena che ricorderò per molto tempo…

È stata una cena esclusiva in cui l’arte ha incontrato la genialità dello chef Mirko Giannoni reinterpretando in maniera sublime le opere esposte nel ristorante per una serata unica nel panorama della ristorazione italiana…

Chapeau…

Ecco il menù che ha preparato per la serata:

Scampo al Vapore, sfera di mare e lime… Veramente un piatto affascinante 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Tonno confit in porchetta, cipolle e fagioli cannellini… 

Un’invenzione unica

🍽🍽#piattoottimo

Tartare di dentice su crema di ricotta della Calvana e pistacchi… 

Un piatto disarmante… 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Non posso vedere, non posso intendere, non posso parlare… 

Qui abbiamo raggiunto un categoria superiore un piatto emozionante degustato in una maniera unica 

🥄#piattoemozionante
Timballo di ombrina Bocca d’Oro ripieno di asparagi bianchi di Bassano, salsa topinanbur crumble di olive e noci… 

È un crescendo di emozioni e sapori e qui lo chef per me ha raggiunto un livello altissimo 

🥄#piattoemozionante
Ricordo di Prato… 

Un piatto veramente magnifico

🍽🍽🍽#piattosplendido


Cosa si può dire della cucina di Mirko qui la passione e la ricerca hanno creato un percorso completo, un viaggio unico dove arte e cucina sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che Mirko ha una passione in più, i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti hanno raggiunto delle vette inaspettate direi uniche…
Un vero tripudio di emozioni…

Bravo Mirko è stato un grande piacere conoscerti e degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!

Durante la serata abbiamo presentato nel formato 3L e 1,5L il nostro Champagne A. Bergère SELECTION…


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

✒️:@mafa73

📷: @mafa73

La foto dello chef è stata scattata da @LidoVanucchi

Siamo stati da Moët…

Il nostro viaggio da Moët…

Io, Flaviano e Leo a Epernay 10.05.2017!

Ecco cosa abbiamo degustato durante la nostra visita…

Grazie di cuore a Ivan Falletta “Chargé D’Accueil Maison Ambassador”…

Ci vediamo al prossimo viaggio!!!



Grand Vintage 2008


37% Pinot Noir, 40% Chardonnay, 23% Meunier

Appena lo si porta verso il naso la freschezza dell’annata si manifesta attraverso una pulizia incredibile…

Direi in maniera imbrigliante…

Sono rimasto colpito ancora una volta da questo Vintage lo avevo degustato a Milano durante la giornata dello Champagne…

I tipici canoni dei millesimati Moët sembrano inizialmente nascosti come se si volessero nascondere dal mio naso, ma poi ecco, con una minima attesa nel calice, si sprigionano note floreali, agrumate, nettissime, e poi verso la fine le grassezze della nocciola, le erbe aromatiche e la tipica mineralità di Moët, iodata, sottile, delicata, con note fumé a impreziosirne l’insieme. 

UN GRANDISSIMO CHAMPAGNE!

Al palato questo millesimo è elegante una bollicina che è in grado di mostrare slancio e vibrazione, lasciando un sorso sottile nell’espressività, nuovamente dominato da questa freschezza esplosiva…

È uno champagne dinamico, tonico, dritto e preciso, in apparenza più legato allo Chardonnay. 

Sarà un ‘Grand Vintage’…

🔴🔴🔴#vinospelndido

Grand Vintage Rosé 2008

46% Pinot Noir, di cui il 20% in rosso, 32% Chardonnay, 22% Meunier
il 

Ecco il secondo champagne che abbiamo degustato il Grand Vintage Rosé appena ho portato il bicchiere al naso ho subito evidenziato una nota di freschezza, invitante, che mostra immediatamente una grande complessità, tra note floreali di rosa, mandarino, piccoli frutti rossi, scorza di arancia candita, spezie, oltre a spunti fumé e una delicata mineralità iodata. 

Al palato ha una bellissima rotondità che lo rende più tenero del precedente, quasi morbido. La bocca è fresca e aggraziata, di nuovo valorizzata da una splendida bollicina, con uno sviluppo dalle abbondanti concessioni fruttate e che ripercorre le sensazioni olfattive, pur non mostrandosi così scalpitante nell’acidità come il ‘bianco’. 

Mi ritornano in mente i piccoli frutti rossi, accompagnati da slanci più freschi di matrice agrumata e l’allungo è dominato dall’importante acidità che restituisce slancio e intensità a tutte queste sensazioni. 

Il finale è lunghissimo, un’insistente sensazione sapida, piacevolissima, quasi affumicata.

Nel complesso, rispetto al bianco per Me in questo momento è più equilibrato, lungo e persistente allo stesso tempo sul finale, peraltro assolutamente privo di ogni traccia di tannino che, solitamente, si trova nei rosé. 

Insomma, è veramente uno splendido champagne…

🔴🔴🔴#vinosplendido

Cantine Moët & Chandon

20 avenue de Champagne, 51200 Épernay

📷: Massimo Fabiani

✒️: Massimo Fabiani

Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

@LImbutoRistorante (LU)Chef @cristiano_tomei


Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”


Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

Sabato 13.05.2017

Venire a Lucca da Cristiano ormai sta diventando per me una specie di tappa fissa ogni volta che sono in zona cerco sempre di trovare uno spazio per un pranzo oppure una cena…

Non è la prima volta che ho il piacere di degustare la cucina stellata di Cristiano, sabato in compagnia di Lido e Sara abbiamo finito la nostra Riunione di Lavoro all’Imbuto a Lucca…

Stavolta avevamo chiesto a Cristiano di prepararci alcuni piatti ma come sempre l’estro e la grande capacità dello Chef ci ha fatto stare a tavola con Lui per 3 a parlare e degustare insieme…

A preparato ben 12 piatti per un percorso altamente emozionante…

12 🥄#piattiemozionanti…



Cosa si può dire della cucina di Cristiano è un percorso completo, un viaggio unico dove la terra e il mare sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che oggi Cristiano ha una marcia in più i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti oggi raggiungono vette inaspettate…

Un tripudio di emozioni…

Alla mia domanda come si chiamavano alcuni dei piatti Cristiano mi risponde come sempre: 

“i miei piatti non li chiamo nel caso ti dico quali sono le materie prime… io i miei piatti non gli darò mai un nome…”

Un vero genio…


Bravo Cristiano è sempre un grande piacere venire a degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

📷: @mafa73

Alcune delle foto sono dei rispettivi proprietari.

Il Ristorante L’Imbuto si trova all’interno del

Lucca Center of Contemporary Art

in via della Fratta 36 a Lucca

Telefono 340575809; 3487046574

e-mail: ristoranteimbuto@hotmail.it

 Il ristorante è chiuso il Lunedì

Taittinger…

Inizia così il mio viaggio in Champagne con la degustazione di #Taittinger…



LES NUANCES D’UN COMTES DE CHAMPAGNE ROSÉ TAITTINGER 2006

🇫🇷: Le Cometes de Champagne rosé cuvée 2006 résulte d’un subtil assemblage entre 30% de Chardonnay et 70% de Pinot noir.


Le Chardonnay vient d’Avize, du Mesnil-sur Oger et d’Oger. Le Pinot noir, lui, apporte 12% de vin rouge originaire de Bouzy et 58% de vin rouge vinifié en blanc provenant d’Ambonnay, de Mailly et de Verzenay. “Graâce au Pinot noir, explique Loïc Dupont, Chef de caves chez Taittinger, nous obtenons une base très fruitée, qui évoque le cassis, la myrtille et la mûre, avec des caractères rappelant la réglisse.


Le Chardonnay apporte la pointe d’élégante qui évite trop de lourdeur et de richesse, ainsi que la tonicité et la frâicheur nécessaires à l’équilibre général. Des caractéristiques qui conviennent au pigeon et au foie gras.” Selon Loïc Dupont, cette cuvée, dix ans après sa récolte, dispose d’un énorme potentiel de vieillissement. “Il en a encore sous le pied “, dit-il.

“épices lointaines et terroir frainçais”

Par Alain Vincenot

ROSÉ TAITTINGER 2006

🇮🇹: Le Cometes Champagne Rosé Cuvée 2006 è il risultato di una sottile miscela di 30% Chardonnay e 70% Pinot Noir.

Lo Chardonnay viene da Avize, Mesnil-sur-Oger e Oger. Il 12% di Pinot noir (vino rosso) proveniente da Bouzy e vino rosso 58% fatta dal bianco Ambonnay, Mailly e Verzenay. “Graâce Pinot Nero dice Loïc Dupont, Responsabile grotte di Taittinger, si ottiene una base molto fruttato che evoca ribes, mirtillo e mora, con caratteri che ricordano la liquirizia.

Lo Chardonnay porta quel bordo elegante, evita troppa pesantezza e la ricchezza e il tono, la freschezza necessaria per l’equilibrio generale. Adatto ad un’abbinamento di piccione e foie gras.

“Secondo Loïc Dupont, questo vino, dieci anni dopo il suo raccolto, ha un enorme potenziale di invecchiamento.

“E ‘ancora sotto il piede”, ha detto.

“spezie e suolo francese lontana”

Traduzione: Massimo Fabiani

Photo: Tutte le immagini sono dei legittimi proprietari.

Quello che volevo Degustare al Vinitaly 2017…

Doveva andare in un’altro modo e invece…



Alcuni dei numeri dell’Edizione 50+1
VINITALY 2017, IL BUSINESS DEL VINO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
L’EDIZIONE “50+1” CHIUDE CON:

128MILA PRESENZE 

142 NAZIONI

OLTRE 30MILA I TOP BUYER STRANIERI, IN AUMENTO DELL’8 PER CENTO

Operatori esteri in crescita rispetto al 2016 da Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano buyer da Panama e Senegal. A Veronafiere per quattro giorni presenti 4.270 aziende espositrici da 30 paesi, aumentate nel complesso del 4%, in particolare quelle estere, del 74 per cento.

A Vinitaly and the City 35mila winelover tra il centro storico di Verona e il comune di Bardolino.

Verona, 12 aprile 2017 

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.

 «Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

 «I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

 Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo. Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit. 

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia. 

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni…

Ma torniamo a Me…


Eccomi qui a raccontare un’altra storia, certo sempre di altissimo livello enologico ma diversa da quella che pensavo quando nel 2016 scrissi a tutti ci rivediamo alla 51ma edizione del Vinitaly.

Sono cambiate innumerevoli cose dalla scorsa edizione e io avrei voluto percorrere i miei 15km al giorno con al collo il Pass come blogger e invece quest’anno sono tornato dietro al bancone a servire e a presentare due Aziende con cui oggi io e Flaviano Lenzi collaboraimo che sono: CantinAmena e Champagne A. Bergère…


Si è appena concluso il più bel Vinitaly degli ultimi anni…

Mentre sto scrivendo questo articolo sono sul letto stanchissimo come non lo sono mai stato negli ultimi anni…

E non è ancora finita…

Nonostante tutti i problemi che il comparto del vino italiano si trova ad affrontare, il clima in fiera era molto disteso e buono, l’affluenza di pubblico notevole e finalmente nell’aria c’era positività sia da parte dei Produttori che da parte degli addetti ai lavori…

Meno male…

Per quanto riguarda i vini che avrei voluto assaggiare c’è da dire che ci troveremo presto davanti a versioni notevoli. 

Comincio col dire che l’annata 2013 per il Barolo non sarà molto distante dalla mitica 2010. 
Per i vini rossi annate 2015 e 2016 sono vendemmie formidabili, e lo sono anche per la maggior parte dei bianchi. 

In Toscana molto interessante l’annata 2014, e alcuni di essi, Sassicaia su tutti, sono risultati ben migliori delle attese. 

Interessante tutto il completo delle bollicine italiane per volumi di affari e per grandi potenzialità in bottiglia.

Notevole il miglioramento di alcune Regioni sempre un po’ messe all’angolo come per esempio il Lazio e la Basilicata interessante le ultime annate dell’Umbria.

Per i bianchi vado contro tendenza e dico Liguria e Sicilia per il resto a Voi le vostre preferite!!!

E ALLORA CHE IL VIAGGIO CHE AVREI VOLUTO FARE ABBIA INIZIO!!!

Ca del Bosco Dosage Zero 2012 e Dosage Zero Noir 2007…

La Fioca Brut e Saten…

Berlucchi Nature 61… (grazie a Mario del Debbio sono riuscito ad andare ma lunedì pomeriggio…)



Antica Fratta Millesimato e Nature

Barone Pizzini È tra i miei preferiti avrei voluto degustare la gamma completa come ogni anno…

Bersi Serlini La gamma questa azienda mi incuriosiva…

Contadi Castaldi Idem!!!

L’Aglianico del Vulture Titolo 2015 di Elena Fucci…

Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2016 di Lunae Bosoni…

Giacomelli Vini Vementino Pianacce 2015…

Dolcetto d’Alba 2016 di Elio Altare…

Montalbera Ruchè e L’Accento…

Barbera d’Asti Superiore L’Alfiera 2015, dei Marchesi Alfieri…

Taurasi 2012 della famiglia Fiorentino…

Salvatore Martuscello Ottouve Gragnano e Lettere…

Falanghina Le Fossette 2016 di Alberto Longo…

Vermentino di Sardegna Camminera 2016 di Audarya…

Arnaldo Caprai Sagrantino DOCG 25 anni, Cuvée Secrète…

Paolo e Noemia d’Amico Falesia e Pinot Nero…

Azienda Agricola Piccoli Daniela La gamma completa…

Soave Superiore Monte di Fice 2016 della cantina I Stefanini…

Gianfranco Fino Es…

MadonnaNera Rosso di Montalcino e Brunello di Montalcino…

Poliziano Nobile di Montepulciano e Rosso di Montepulciano…

E tanti altri…

Abbiamo presentato durante il Vinitaly 2017 tutta la nuova gamma di CantinAmena, Patientia, Arcana e DiVitia e il nostro nuovo enologo Luca Caramellino.

Abbiamo presentato anche le nuove etichette e il nuovo marketing insieme allo studio grafico Oenolab.

Abbiamo presentato anche lo Champagne A. Bergère importato in esclusiva in Italia da CantinAmena insieme a Adrien Bergère che in tutti i giorni della manifestazione ci ha accompagnato in questo splendido viaggio…


È stato un grandissimo Vinitaly stracolmo di successi e grandi soddisfazioni…


Grazie di cuore a tutte le persone che ci sono state vicino e che ci hanno aiutato per raggiungere il nostro obiettivo…

VI VOGLIAMO BENE…

CI VEDIAMO NEL 2018…

CARTELLA STAMPA VINITALY 2017

http://www.vinitaly.com/areaStampa/cartellaStampa/
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Photocredit: © Foto Veronafiere-ENNEVI

ARCHIVIO VIDEO ON-LINE
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https://www.youtube.com/user/Vinitaly2012

La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

Scritto da Massimo Fabiani

Photo: Massimo Fabiani

Sir Winston Churchill…

Perché intitolare una articolo sul vino a Sir Winston Churchill?

Perché il famoso Primo ministro Inglese, oltre  ad essere stato un grande statista e un formidabile stratega era anche un grande appassionato di “Bon Vivre”
Seduto alla sua scrivania nei sotterranei di Whitehall il primo ministro usava prendere le decisioni che hanno modificato il corso della storia in compagnia dell’immancabile sigaro e di un bicchiere di Cognac o Champagne.

La sua passione è stata talmente forte che sia a Cuba che in Francia si è voluto celebrare il grande statista intitolandogli Sigari e Champagne.

Il mondo dei sigari rende tributo al primo ministro veramente in moltissime occasioni.

Bolivar Churchills, H. Upmann Sir Winston, Hoyo De Monterrey Churchills, Partagas Churchill de Luxe, Punch Churchills, Romeo y Julieta Churchills, Saint Luis Rey Churchills…

In Francia, invece, ci ha pensato una Grande Maison di Champagne a rendere omaggio alla memoria del grande statista, nel 1975 nel decimo anniversario della morte, Pol Roger gli ha titolato la sua cuvèe de prestige:

“Pol Roger Sir Winston Churchill Brut Millèsime”.

Prodotto nelle migliori annate da una selezione di Pinot Noir e Chardonnay esclusivamente da vigneti classificati Grand Cru. Uno Champagne energico, ampio, freschissimo, dal perlage perfetto, aromatico e sapido. 
Quindi quale sigaro abbinare al millesimo 1999? 

Io suggerisco un abbinamento con un Romeo Y Jiulieta Churchills che, si dice, fosse il preferito del primo ministro.

Il sigaro, indubbiamente uno tra i più famosi e rappresentativi della selezione Cubana,  si presenta alla vista di ottima manifattura, setoso al tatto, abbigliato di una anilla Oro e Nera; molto aromatico con note speziate, legno, terra, pepe e un sentore di vaniglia.
Lo champagne a giusta temperatura rinfresca la bocca mentre la bollicina pulisce lasciando il palato pronto ad un’altra boccata di fumo…

 

 

Champagne…

“In victory we deserve it, in defeat we need it! Champagne… 

Nella vittoria si merita, nella sconfitta ne abbiamo bisogno” 

Parole sante… Sir Winston 

 

Il fumo nuoce gravemente alla salute.

Tutte le immagini riportate sono dei leggittimi proprietari.

Scritto da Flaviano Lenzi.

Il Re dei Vini o il Vino dei Re…

​Il Re dei Vini o il Vino dei Re…

Se la prima incoronazione di un Re a Reims risale al XII secolo, per la creazione dello Champagne inteso come vino bisogna aspettare il 1688 quando l’Abate Dom Perignon introdusse una serie di pratiche di vinificazione grazie alle quali da oltre 300 anni questa meraviglia enologica delizia i palati di  appassionati in tutto il mondo.

La grande intuizione di Dom Perignon, oltre al miglioramento della metodologia di spumantizzazione, da lui appresa presso l’Abbazia di Saint Hilaire nei pressi di Limoux e già praticata  fin dai primi del 1500, fu di vinificare e mantenere separate le uve provenienti dai vari vigneti applicando per primo il concetto di Cru e Cuvèe.

Da vino dolce quale era inizialmente, oggi lo champagne è un vino secco che prima di giungere sulle nostre tavole deve svolgere una lunga procedura di vinificazione.

La creazione dello Champagne è demandata ai vitigni, Pinot Nero, Meunier e Chardonnay, responsabili della creazione delle cuvèe; ai territori, i cosiddetti Crus, sui quali sono impiantati i vitigni; all’anno di raccolta dell’uva… il millesimo!


L’assemblaggio dei vini è una vera e propria arte! Lo Champagne non è un semplice vino, è una creazione, un magnifico mosaico creato da straordinari personaggi, gli Chef de Cave, che nei loro massimi esercizi di stile possono arrivare a creare cuvèe costituite da oltre 5 vini fermi, tre varietà di uve, provenienti da oltre 20 Crus e da sei a dieci millesimi differenti.

Conoscere lo Champagne e la sua zona di produzione non è certo cosa semplice, con 15.000 viticoltori, 110 Maison, circa 5.000 Recoltant, più di 100 km di gallerie sotterrane in cui riposano oltre 300 milioni di bottiglie annue prodotte la Champagne è indubbiamente una delle zone vinicole più complesse e articolate.

Nei prossimi articoli approfondiremo storia, avvenimenti, leggende di questa meravigliosa realtà enologica.

Curiosità, quesiti, chiarimenti?!

Contattatemi su:

www.labelleepoque.wine 

Scritto da Flaviano Lenzi

Foto scattate da Massimo Fabiani

…Et voilà le Champagne!

Ristorante Leoni e Wine is Food hanno presentano: ” PIERRE PÉTERS ” nella suggestiva location del Ristorante Leoni di Bologna dove erano presenti clienti e affezionati degustatori di bollicine.
Durante la serata sono state presentate tutte le etichette in commercializzazione in Italia tramite l’Azienda Allegrini con la presentazione e tasting a cura di Claudia Bondi Ambasciatrice dello Champagne per l’Italia.
Ringrazio tutti i partecipanti della serata è sopratutto tutte le persone che hanno reso possibile questo evento.

Massimo Fabiani

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Pillole di saggezza pomeridiane!

Champagne – Le annate dal 1900

Le grandi annate dei primi decenni del 1900 rimangono oramai solo nel ricordo di grandi degustazioni a cui hanno partecipato pochi fortunati. Rarissime bottiglie ancora esistono nelle cantine dei collezionisti. Grandi Champagne del 1904, 1911, 1914, 1919, 1921, 1928, 1929 e del 1934. Bottiglie rarissime, ormai vendute soltanto nelle aste.

Una piccola curiosità: l’annata più vecchia che attualmente sarebbe possibile degustare è probabilmente la 1780. A quell’annata, infatti, sono fatte risalire le 30 bottiglie di Champagne ritrovate da una squadra di sommozzatori nel mar Baltico al larco delle isole Aland. Si pensa siano Veuve Cliquot.

Nel dopoguerra le annate da segnalare sono: 1947, 1949, 1953, 1955, 1959, 1964, 1966, 1971, 1982, 1985, 1989 e il 1990. In particolare le ultime quattro.

Del 1985 si segnalano il Bollinger Grande Année, il Dom Pérignon e il Perrier-Jouet Belle Epoque.

Il 1982 è considerata una grande annata per Krug.

Tra le annate discrete segnaliamo il 1969, 1970, il 1973 (considerata l’annata del secolo per i bianchi francesi fermi) il 1976, il 1979, il 1981, il 1983 e il 1988.

Del 1969 si possono trovare ancora ottimi Champagne grazie all’elevata acidità che ha conservato i vini in ottimo stato finora. Il Salon “Le Mesnil” 1969 è eccezionale.

Medesima situazione troviamo anche per il 1973, con Krug a livelli altissimi.

Il 1979 e il 1983 sono ora molto valutati, dopo un’iniziale acidità troppo elevata.

Le annate da evitare

Alcune annate sono decisamente da evitare: sconsigliamo il 1967, 1968, 1972, 1974.

Scarsi anche il 1977, 1978 e il 1980. Il 1984 è considerato il peggiore del decennio.

Anche il 1991, 1992 e 1993 non sono meritevoli di attenzione.

I nostri giorni

1996

Una delle annate eccezionali nella storia moderna dello Champagne: 35° di giorno e freddo di notte, 10° di acidità, grandissima sostanza. Dopo diaci anni dalla sboccatura è sempre sorprendente. Doratura leggera nel calice, pasticceria fine, grande acidità, croccante, tagliente, nitida, canditi, miele, mou, zenzero. Dove arriverà? Quando? Forse mai alla perfezione, ma eccezionale sempre.

2000

Annata più che discreta che sconta forse un’aspettativa troppo elevata.

2002

GRANDE ANNATA – Sicuramente la migliore dopo il 1996. Se avete qualche bottiglia con sboccatura recete conservatela ancora un pò: vi darà grandi soddisfazioni. Se al contrario la sboccatura ha qualche anno potete godervi uno champagne che non deluderà.

2004

Buon annata. Champagne molto piacevoli, forse da non tenere in cantina per lunghi anni.

2005

Annata più che discreta, soprattutto in Cotè del Blancs. Pronta da essere degustata.

2006

Il 2006 ha prodotto degli champagne decisamente degni di nota. Anno difficile: piovoso e caldo che ha causato un calo di produzione. Qualità decisamente buona e champagne pronti da degustare.

2007

Annata caratterizzata da una vendemmia precoce e da grande abbondanza di uve. Si posiziona tra quelle degne di attenzione. Il 2007 è già pronto per essere degustato.

2008

GRANDE ANNATA – Champagne di grande struttura, ricchi e persistenti. E’ già pronto, ma se avrete pazienza di conservare qualche bottiglia tr qualche mese (o anno) vi darà ottime soddisfazioni.

 

Un grazie a Flaviano Lenzi di Wine Is Wine per aver scritto questo articolo

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