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Sommelier 3.0?

Sommelier 3.0?

Oppure Sommelier?

🖊: Scritto da Massimo Fabiani

📷: Massimo Fabiani

Siamo davanti ad un nuovo Rinascimento?

Non avevo mai avuto il pensiero di scrivere un’articolo sul mondo dei sommelier ma dopo aver letto l’articolo scritto da Francesco Ciancio con i disegni splendidi di Ginaluca Biscalchin: “ I 35 Sommelier Under 35” mi sono subito messo a lavoro.

L’articolo sul Gambero Rosso inizia con queste parole:

“Ben vestiti ma non ingessati; sorridenti ma con parsimonia; attenti ma non eccessivamente solerti; dalla gestualità elegante ma non regolare.”

Quando ho finito di leggerlo mi sono tornati in mente tutti i miei viaggi, le parole con tutti i “sommelier” che in questi anni ho avuto il piacere di dialogare e visitare per il mio lavoro.

Allora ho cercato di mettere insieme le idee, le parole, le foto, mi sono tornate in mente anche le lunghe telefonate con tutti loro e mi sono gettato a scrivere immediatamente con il mio IPadPro forse uno dei miei articoli piú difficili degli ultimi mesi, perché la sala e la cucina sono due mondi che ormai fanno parte della mia vita e del mio quotidiano…

Ci siamo, si parte!

Il sommelier oggi deve sapere bene l’inglese, il francese, avere una grande memoria, dell’esperienza, avere studiato, avere un titolo, deve essere uno psicologo, avere dell’intraprendenza, sono tutti argomenti che ormai si danno per scontati ma è veramente così?

Oppure queste sono solo belle parole?

Allora mi è venuto in mente subito il libro capolavoro di Beppe Palmieri:

Sala e Cucina: “Fate in maniera perfetta e perfettibile tutto quello che gli altri considerano scontato, banale e inutile.”

Anni di esperienza sul campo grande umiltà e passione, tutti argomenti che oggi è difficile ritrovare tra i giovani che iniziano questa splendida professione ma che viene sempre più bistrattata da personaggi poco serie e che pur di riempire le caselle degli orari di lavoro non fanno altro, oggi si vedono nei ristoranti ragazzi e ragazze lasciate allo sbando senza conoscere niente del proprio lavoro e senza mai avere una guida oppure si trovano ragazzi con pochi mesi di esperienza che si sentono già arrivati.

QUESTO È UN PROBLEMA GRAVE…

Alessandro Pipero mio carissimo amico e cliente Fondatore di Noi di Sala scrive: “Il sapore e l’accoglienza non s’insegnanno.”

La missione del sommelier è quella di trovare la consapevolezza dentro di se di avere qualcosa di diverso di magico per poi interagire con il cliente perché non è mai semplice regalare poche ore di felicità a persone che per mille motivi si siedono su di un tavolo in un ristorante.

E allora cosa sta succedendo davvero attorno a questo mondo?

“È la nuova generazione dei giovani che vuole riscrivere le regole della professione?”

Io credo che prima di riscrivere le regole bisogna conoscere quelle che già ci sono…

Ci vuole un mix di storia, passione, pratica, esperienza nazionale e internazionale e tanta tanta umiltà perché oggi i giovani percorrono strade più semplici e veloci usando strumenti che forse con la professione da sommelier contano poco se non vengono instradati…

Sono più bravi a postare che ad abbinare…

Bisogna usare i social ma non che i social usano i Sommelier è importante capire che quarto strumento può aiutarli nel marketing ma mai dimenticare il valore del prof primo lavoro che è quello di avere il contatto umano tra cliente e Sommelier.

Si pensa più a se stessi che al Ristornate, ci vuole coraggio oggi a scrivere queste affermazioni perché la maggior parte dei Sommelier pensa al proprio successo invece che a quello del Ristorante e quindi di tutti, devono comprendere i rischi economici di grandi capitali immobilizzati perché non si deve solamente creare una buona carta dei vini, oppure scegliere quella Bollicina più di un’altra oppure una Maison di Champagne che un’altra si deve anche comprendere il background di dove si lavora e del cliente perché più conosci e più vinci, è come dico sempre io è troppo facile fare i fenomeni con i soldi altrui…

Ma non tutti sono così per fortuna…

Un giorno andrea Gori mi disse: “Se un giorno vorrai diventare davvero “direttore” sarà bene che studi… ma nel frattempo BEVI!”

Era luglio del 2013 e in questi anni che sono trascorsi non sono diventato “direttore” bensì “importatore” di una Maison ma questa è un’altra storia.

Ha ragione quando dice sul Gambero Rosso che i “corsi sommelier oggi vengono fatti al posto dello yoga 😂😂😂😂😂”.

Bisogna studiare e bere è questo il vero insegnamento che tutti dovrebbero fare in questo mondo.

Mi tornano in mente le centinaia di cantine visitate in tutti questi anni le innumerevoli foto scattate a bottiglie e sommelier, e mi tornano in mente sempre le parole di alcuni dei professionisti di sala che ho avuto il piacere di conoscere in lungo in largo dal nord al sud del nostro bel Paese e sono queste: “Bisogna avere delle capacità imprenditoriali…”

Perché la cantina non è solamente un luogo da visitare e idolatrare ma è anche uno dei cuori pulsanti del Ristorante e nel bene e nel male quello che conta di più è il risultato finale perché se viene gestita con sufficienza può diventare una bomba a orologeria.

Il vero professionista è quello che riesce a dialogare con la cucina, deve conoscere i piatti i suoi ingredienti per abbinare al meglio i vini.

Perché se è vero che il sommelier deve conoscere il vino deve anche saper abbinarlo ai piatti.

È per questo che io racconto sempre a tutti i ragazzi che conosco e che mi chiedono informazioni sui miei viaggi stellati che questo è un lavoro splendido ma che ci vuole passione e dedizione e grandi sacrifici. La scuola ti può aiutare, i corsi da sommelier ti possono dare delle basi di partenza, l’esperienza sul campo ti può creare delle fondamenta da dove partire ma quello che conta, bisogna essere curiosi e affamati, bisogna vivere questo splendido lavoro come una spugna.

Infatti cito sempre due esempi che rispecchiano questo mio modo di pensare e sono il Ristorante Marconi a Sasso Marconi e il Ristorante PepeNero a Prato anche se ne potrei citarne decine e decine, ma questi sono due esempi emblematici di sala e cucina.

Il primo sono due fratelli che sono cresciuti insieme, Massimo Mazzucchelli e Aurora Mazzucchelli creano un connubio tra cucina e sala unico Massimo conosce tutto di Aurora e viceversa e questo lo si nota quando si degusta il menù al Ristorante.

Poi c’è Sara e Mirko a Prato una coppia sia al lavoro che nella vita e questo lo si comprende dalla scelta dei piatti e degli abbinamenti dai loro sguardi dai loro sorrisi, sembrano una sola persona, infatti dico sempre che a Prato il PepeNero è Sara&Mirko.

Una volta Valentina Bertini premiata come Sommelier dell’Anno 2019 sulla guida l’Espresso mi disse: “Oggi i giovani sono troppo sicuri di se stessi e delle loro scelte e tutto questo viene poi riportato sulle scelte dei vini da far degustare ai clienti, perché quello che può piacere a te non è detto che può piacere per forza al cliente…”

Sagge parole!!!

Quante volte ho avuto il piacere di condividere il mio tempo a tavola con esperti, giornalisti, sommelier, chef, amici e tutti ormai siamo convinti del fatto che ci vuole un nuovo Rinascimento della Sala una nuova scuola che riesca a creare dei veri professionisti delle persone capaci di creare per ogni cliente un vestito su misura perché è il cliente su cui tutti noi dobbiamo puntare per raggiungere il successo, senza mai dimenticare l’umiltà che deve distinguere un vero gentleman…

Ha ragione Vincenzo Donatiello che dice: “La mia ricetta è seguire questi tre punti: STUDIO, ovvero formazione su vino, territorio e persone per anticipare le tendenze; VETRO, ossia un numero incalcolabile di bicchieri da assaggiare e RISTORANTI, sedersi alle tavole più disperate per assaggiare, capire e portare a casa esperienza”.

Sono felice di aver ritrovato queste parole scritte sul Gambero Rosso perché molte volte ho avuto il piacere e il dispiacere di parlarne con sommelier e anche con chef giovani e molte delle volte ho visto nei loro occhi e sentito nelle loro parole un distacco da queste parole perché purtroppo oggi siamo figli di questa società che crea uomini/donne sempre più sicuro di se dove 1000like ti fanno sembrare già arrivato, un qualsiasi premio sia l’arrivo e no la partenza e che dare consigli sembra da sfigati.

Allora oggi sono felice di essere sfigato!

Credo che il futuro di questa splendida professione sia rinchiusa in tre semplici parole:

UMILTÀ

IMPEGNO

SACRIFICIO

Ecco allora il mio slogan:

Meno sigle e più professione…

Concludo questo mio articolo con un pensiero:

“ Siamo in periodo molto interessante della cucina e del vino e abbiamo tutti una grande missione per i prossimi anni che è quella di creare cultura.”

Il senso de mio viaggio e il mio compito sarà quello di condividere il mio lavoro e la mia passione con tutti voi è questa la mia missione è sarò felice di condividerlo con tutti Voi.

Buon viaggio a tutti e come diceva Steve Jobs:

«Il tuo lavoro riempirà gran parte della tua vita, e l’unico modo di essere davvero soddisfatto è di fare ciò che credi sia un buon lavoro. E l’unico modo di fare un buon lavoro è di amare ciò che fai. Se non l’hai ancora trovato, continua a cercare. Non stare fermo. Come capita con le questioni di cuore, saprai di aver trovato quello giusto non appena ce l’avrai davanti».

Le foto sono dei legittimi proprietari:

Gianluca Biscalchin, Paolo Terzi, Alessandro Musiani e Lido Vannucchi

www.gamberorosso.it

www.cbicommunication.it

www.champagnebergereitalia.it

Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

@LImbutoRistorante (LU)Chef @cristiano_tomei


Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”


Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

Sabato 13.05.2017

Venire a Lucca da Cristiano ormai sta diventando per me una specie di tappa fissa ogni volta che sono in zona cerco sempre di trovare uno spazio per un pranzo oppure una cena…

Non è la prima volta che ho il piacere di degustare la cucina stellata di Cristiano, sabato in compagnia di Lido e Sara abbiamo finito la nostra Riunione di Lavoro all’Imbuto a Lucca…

Stavolta avevamo chiesto a Cristiano di prepararci alcuni piatti ma come sempre l’estro e la grande capacità dello Chef ci ha fatto stare a tavola con Lui per 3 a parlare e degustare insieme…

A preparato ben 12 piatti per un percorso altamente emozionante…

12 🥄#piattiemozionanti…



Cosa si può dire della cucina di Cristiano è un percorso completo, un viaggio unico dove la terra e il mare sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che oggi Cristiano ha una marcia in più i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti oggi raggiungono vette inaspettate…

Un tripudio di emozioni…

Alla mia domanda come si chiamavano alcuni dei piatti Cristiano mi risponde come sempre: 

“i miei piatti non li chiamo nel caso ti dico quali sono le materie prime… io i miei piatti non gli darò mai un nome…”

Un vero genio…


Bravo Cristiano è sempre un grande piacere venire a degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

📷: @mafa73

Alcune delle foto sono dei rispettivi proprietari.

Il Ristorante L’Imbuto si trova all’interno del

Lucca Center of Contemporary Art

in via della Fratta 36 a Lucca

Telefono 340575809; 3487046574

e-mail: ristoranteimbuto@hotmail.it

 Il ristorante è chiuso il Lunedì

Ristorante Marconi…

Bologna 06.05.2017 Una serata indimenticabile…

Aurora Mazzuccelli:
Ho scelto di infilare la giacca da cuoco nello stesso modo con cui ogni giorno scelgo cosa sono e cosa voglio diventare: sentendo di “appartenere”. A me stessa, a qualcuno, alle idee che mi attraversano.


Massimo Mazzucchelli:
Far vivere emozioni. Questo è il mio impegno, il lavoro che ho scelto. Cerco di avere un approccio positivo alle persone: ascolto, sospendo il giudizio, interpreto i loro desideri.


@ristorante_marconi (BO)

@aurora.mazzucchelli Chef e @massimomazzucchelli… 

Ecco il menù che abbiamo degustato ieri sera… 


È un viaggio enogastronomico unico nel panorama della Ristorazione Italiana, la cucina di Aurora è un viaggio sensoriale che ti colpisce al cuore… 

Colori, Sapori, Profumi sono solo alcune delle sensazioni che si provano durante tutto il viaggio delle 8 portate al tavolo, in sala Massimo riesce ad abbinare in maniera sublime vino e cibo con eleganza e professionalità… Credo che Aurora e Massimo siano complementari come lo yin e lo yang come il giorno che si tramuta in notte e la notte che si tramuta in giorno…

Ecco il menù…




Ecco cosa abbiamo degustato ieri sera…

Il primo impatto al calice rimango sbalordito, il colore è un giallo paglierino dai riflessi dorati. I profumi ricordano gli agrumi, la salvia, alcune erbe aromatiche, la frutta esotica, ed una sapida/verticale roccia bianca. Al naso un’inconfondibile nota fumè conferita dalla sapiente gestione dei piccoli legni che personalizza e delinea il profumo del vino…
Sapidità, freschezza diretta e diritta, che invoglia alla beva. Un calice tira l’altro nel quale ci si torna sopra volentieri.

Un vino dotato di eleganza e complessità, è stata veramente una grande sorpresa.

Da tempo non assaggiavo un pinot bianco così buono. Regione: Emilia Romagna Colli Bolognesi

Vitigno: 100% Pinot Bianco                            

💛#vinoemozionante…

Giallo carico dai riflessi lievemente dorati. Mandorla e nocciola, frutta bianca matura, aromi floreali intensi e persistenti… Anche al palato il gusto è pieno, deciso, secco ed asciutto per quanto grasso ed opulento. Potente, avvolgente e minerale chiude in un finale lunghissimo grazie alla sapidità pronunciata e alla straripante freschezza.

Regione: Friuli Venezia Giulia.

Vitigno: Tocai Friulano e Ribolla Gialla. 🔴🔴🔴#vinosplendido…


Grazie Massimo per avermi fatto scoprire questi splendidi vini!
Sono stati 8 🥄#piattiemozionanti e due grandissimi Vini 🍷
#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…


Alla prossima!!!

🖋: Massimo Fabiani

📷: Massimo Fabiani alcune immagini sono dei rispettivi proprietari.

www.massimofabiani.com

OBICÀ…

Obicà di Leonardo Tozzi


Giovedì 4 maggio Obicà Mozzarella Bar inaugura la bella stagione con una nuova serata che mixa eccellenze enogastronomiche italiane e musica dal vivo.

Nel bel locale dedicato alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, dalle 19 ogni settimana performance live di gruppi jazz: gio 4 Obicà jazz night, gio 11 Alma Project 24/7 String Quartet, gio 18 Speakeasy, gio 25Jazzelectrio.

La splendida corte esterna del XIV secolo disegnata dal Michelozzo, aperta con orario continuato, si conferma così un luogo ideale e dinamico per un rilassante e diverso aperitivo dopo-lavoro per un drink con gli amici e buon cibo. 

Tra le nuove proposte spicca il menù Food to Share con esclusivi Piattini creati dallo chef creativo Alessandro Borghese: dalle zucchine alla scapece con mozzarella di bufala e pinoli ai crostini con friggitelli marinati alle acciughe e mozzarella di bufala, alla pasta alla canapa con ragù di verdure e mozzarella di bufala affumicata ecc.


Si conferma gettonatissimo anche il Pranzo della Domenica: le specialità Obicà abbinate a piatti della tradizione, per un momento di convivialità in un’atmosfera familiare. Un’abitudine tipicamente italiana, rivisitata nella proposta e ispirata ai valori dello stare insieme e del condividere un buon pasto con famiglia e amici. A maggio, durante il Pranzo della Domenica, anche laboratori per bambini.

Obicà – Mozzarella Bar, Pizza e Cucina – Via de’ Tornabuoni, 16 – 055 2773526 – aperto da lun a ven ore 12-16/18.30-23, sab e dom 12-23 – tornabuoni@obica.com – www.obica.com


Scritto da Leonardo Tozzi

Photo Tutte le immagine sono dei rispettivi proprietari.

www.firenzespettacolo.it www.bolognaspettacolo.it 

Quello che volevo Degustare al Vinitaly 2017…

Doveva andare in un’altro modo e invece…



Alcuni dei numeri dell’Edizione 50+1
VINITALY 2017, IL BUSINESS DEL VINO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
L’EDIZIONE “50+1” CHIUDE CON:

128MILA PRESENZE 

142 NAZIONI

OLTRE 30MILA I TOP BUYER STRANIERI, IN AUMENTO DELL’8 PER CENTO

Operatori esteri in crescita rispetto al 2016 da Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano buyer da Panama e Senegal. A Veronafiere per quattro giorni presenti 4.270 aziende espositrici da 30 paesi, aumentate nel complesso del 4%, in particolare quelle estere, del 74 per cento.

A Vinitaly and the City 35mila winelover tra il centro storico di Verona e il comune di Bardolino.

Verona, 12 aprile 2017 

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.

 «Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

 «I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

 Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo. Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit. 

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia. 

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni…

Ma torniamo a Me…


Eccomi qui a raccontare un’altra storia, certo sempre di altissimo livello enologico ma diversa da quella che pensavo quando nel 2016 scrissi a tutti ci rivediamo alla 51ma edizione del Vinitaly.

Sono cambiate innumerevoli cose dalla scorsa edizione e io avrei voluto percorrere i miei 15km al giorno con al collo il Pass come blogger e invece quest’anno sono tornato dietro al bancone a servire e a presentare due Aziende con cui oggi io e Flaviano Lenzi collaboraimo che sono: CantinAmena e Champagne A. Bergère…


Si è appena concluso il più bel Vinitaly degli ultimi anni…

Mentre sto scrivendo questo articolo sono sul letto stanchissimo come non lo sono mai stato negli ultimi anni…

E non è ancora finita…

Nonostante tutti i problemi che il comparto del vino italiano si trova ad affrontare, il clima in fiera era molto disteso e buono, l’affluenza di pubblico notevole e finalmente nell’aria c’era positività sia da parte dei Produttori che da parte degli addetti ai lavori…

Meno male…

Per quanto riguarda i vini che avrei voluto assaggiare c’è da dire che ci troveremo presto davanti a versioni notevoli. 

Comincio col dire che l’annata 2013 per il Barolo non sarà molto distante dalla mitica 2010. 
Per i vini rossi annate 2015 e 2016 sono vendemmie formidabili, e lo sono anche per la maggior parte dei bianchi. 

In Toscana molto interessante l’annata 2014, e alcuni di essi, Sassicaia su tutti, sono risultati ben migliori delle attese. 

Interessante tutto il completo delle bollicine italiane per volumi di affari e per grandi potenzialità in bottiglia.

Notevole il miglioramento di alcune Regioni sempre un po’ messe all’angolo come per esempio il Lazio e la Basilicata interessante le ultime annate dell’Umbria.

Per i bianchi vado contro tendenza e dico Liguria e Sicilia per il resto a Voi le vostre preferite!!!

E ALLORA CHE IL VIAGGIO CHE AVREI VOLUTO FARE ABBIA INIZIO!!!

Ca del Bosco Dosage Zero 2012 e Dosage Zero Noir 2007…

La Fioca Brut e Saten…

Berlucchi Nature 61… (grazie a Mario del Debbio sono riuscito ad andare ma lunedì pomeriggio…)



Antica Fratta Millesimato e Nature

Barone Pizzini È tra i miei preferiti avrei voluto degustare la gamma completa come ogni anno…

Bersi Serlini La gamma questa azienda mi incuriosiva…

Contadi Castaldi Idem!!!

L’Aglianico del Vulture Titolo 2015 di Elena Fucci…

Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2016 di Lunae Bosoni…

Giacomelli Vini Vementino Pianacce 2015…

Dolcetto d’Alba 2016 di Elio Altare…

Montalbera Ruchè e L’Accento…

Barbera d’Asti Superiore L’Alfiera 2015, dei Marchesi Alfieri…

Taurasi 2012 della famiglia Fiorentino…

Salvatore Martuscello Ottouve Gragnano e Lettere…

Falanghina Le Fossette 2016 di Alberto Longo…

Vermentino di Sardegna Camminera 2016 di Audarya…

Arnaldo Caprai Sagrantino DOCG 25 anni, Cuvée Secrète…

Paolo e Noemia d’Amico Falesia e Pinot Nero…

Azienda Agricola Piccoli Daniela La gamma completa…

Soave Superiore Monte di Fice 2016 della cantina I Stefanini…

Gianfranco Fino Es…

MadonnaNera Rosso di Montalcino e Brunello di Montalcino…

Poliziano Nobile di Montepulciano e Rosso di Montepulciano…

E tanti altri…

Abbiamo presentato durante il Vinitaly 2017 tutta la nuova gamma di CantinAmena, Patientia, Arcana e DiVitia e il nostro nuovo enologo Luca Caramellino.

Abbiamo presentato anche le nuove etichette e il nuovo marketing insieme allo studio grafico Oenolab.

Abbiamo presentato anche lo Champagne A. Bergère importato in esclusiva in Italia da CantinAmena insieme a Adrien Bergère che in tutti i giorni della manifestazione ci ha accompagnato in questo splendido viaggio…


È stato un grandissimo Vinitaly stracolmo di successi e grandi soddisfazioni…


Grazie di cuore a tutte le persone che ci sono state vicino e che ci hanno aiutato per raggiungere il nostro obiettivo…

VI VOGLIAMO BENE…

CI VEDIAMO NEL 2018…

CARTELLA STAMPA VINITALY 2017

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https://www.youtube.com/user/Vinitaly2012

La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

Scritto da Massimo Fabiani

Photo: Massimo Fabiani