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Una cena a regola d’Arte…

@RistorantePepeNero (Prato)Chef @MirkoGiannoni…

Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla per la serata del 28.05.2017…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”…

Una Cena a regola d’Arte…

Venire a Prato da Mirko e Sara è stato per me una specie di folgorazione gastronomica una cena che ricorderò per molto tempo…

È stata una cena esclusiva in cui l’arte ha incontrato la genialità dello chef Mirko Giannoni reinterpretando in maniera sublime le opere esposte nel ristorante per una serata unica nel panorama della ristorazione italiana…

Chapeau…

Ecco il menù che ha preparato per la serata:

Scampo al Vapore, sfera di mare e lime… Veramente un piatto affascinante 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Tonno confit in porchetta, cipolle e fagioli cannellini… 

Un’invenzione unica

🍽🍽#piattoottimo

Tartare di dentice su crema di ricotta della Calvana e pistacchi… 

Un piatto disarmante… 

🍽🍽🍽#piattosplendido

Non posso vedere, non posso intendere, non posso parlare… 

Qui abbiamo raggiunto un categoria superiore un piatto emozionante degustato in una maniera unica 

🥄#piattoemozionante
Timballo di ombrina Bocca d’Oro ripieno di asparagi bianchi di Bassano, salsa topinanbur crumble di olive e noci… 

È un crescendo di emozioni e sapori e qui lo chef per me ha raggiunto un livello altissimo 

🥄#piattoemozionante
Ricordo di Prato… 

Un piatto veramente magnifico

🍽🍽🍽#piattosplendido


Cosa si può dire della cucina di Mirko qui la passione e la ricerca hanno creato un percorso completo, un viaggio unico dove arte e cucina sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che Mirko ha una passione in più, i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti hanno raggiunto delle vette inaspettate direi uniche…
Un vero tripudio di emozioni…

Bravo Mirko è stato un grande piacere conoscerti e degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!

Durante la serata abbiamo presentato nel formato 3L e 1,5L il nostro Champagne A. Bergère SELECTION…


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

✒️:@mafa73

📷: @mafa73

La foto dello chef è stata scattata da @LidoVanucchi

Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

@LImbutoRistorante (LU)Chef @cristiano_tomei


Ecco il menù che abbiamo degustato insieme a @lidovannucchi e @sara_favilla…

Raccontato da Massimo Fabiani

“www.massimofabiani.com”


Cogli l’Attimo… Oggi questo c’è!!!

Sabato 13.05.2017

Venire a Lucca da Cristiano ormai sta diventando per me una specie di tappa fissa ogni volta che sono in zona cerco sempre di trovare uno spazio per un pranzo oppure una cena…

Non è la prima volta che ho il piacere di degustare la cucina stellata di Cristiano, sabato in compagnia di Lido e Sara abbiamo finito la nostra Riunione di Lavoro all’Imbuto a Lucca…

Stavolta avevamo chiesto a Cristiano di prepararci alcuni piatti ma come sempre l’estro e la grande capacità dello Chef ci ha fatto stare a tavola con Lui per 3 a parlare e degustare insieme…

A preparato ben 12 piatti per un percorso altamente emozionante…

12 🥄#piattiemozionanti…



Cosa si può dire della cucina di Cristiano è un percorso completo, un viaggio unico dove la terra e il mare sembrano uniti da mani sapienti, si capisce immediatamente che oggi Cristiano ha una marcia in più i piatti sono un susseguirsi di emozioni, sapori e colori, le scelte degli impiattamenti oggi raggiungono vette inaspettate…

Un tripudio di emozioni…

Alla mia domanda come si chiamavano alcuni dei piatti Cristiano mi risponde come sempre: 

“i miei piatti non li chiamo nel caso ti dico quali sono le materie prime… io i miei piatti non gli darò mai un nome…”

Un vero genio…


Bravo Cristiano è sempre un grande piacere venire a degustare la tua cucina e parlare con te di cibo e vino…

Alla prossima!!!


#nonsifiniscemaidimangiare #nonsifiniscemaididegustare con #labelleepoque #FabianiTheWine #lacittagolosa…

📷: @mafa73

Alcune delle foto sono dei rispettivi proprietari.

Il Ristorante L’Imbuto si trova all’interno del

Lucca Center of Contemporary Art

in via della Fratta 36 a Lucca

Telefono 340575809; 3487046574

e-mail: ristoranteimbuto@hotmail.it

 Il ristorante è chiuso il Lunedì

OBICÀ…

Obicà di Leonardo Tozzi


Giovedì 4 maggio Obicà Mozzarella Bar inaugura la bella stagione con una nuova serata che mixa eccellenze enogastronomiche italiane e musica dal vivo.

Nel bel locale dedicato alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, dalle 19 ogni settimana performance live di gruppi jazz: gio 4 Obicà jazz night, gio 11 Alma Project 24/7 String Quartet, gio 18 Speakeasy, gio 25Jazzelectrio.

La splendida corte esterna del XIV secolo disegnata dal Michelozzo, aperta con orario continuato, si conferma così un luogo ideale e dinamico per un rilassante e diverso aperitivo dopo-lavoro per un drink con gli amici e buon cibo. 

Tra le nuove proposte spicca il menù Food to Share con esclusivi Piattini creati dallo chef creativo Alessandro Borghese: dalle zucchine alla scapece con mozzarella di bufala e pinoli ai crostini con friggitelli marinati alle acciughe e mozzarella di bufala, alla pasta alla canapa con ragù di verdure e mozzarella di bufala affumicata ecc.


Si conferma gettonatissimo anche il Pranzo della Domenica: le specialità Obicà abbinate a piatti della tradizione, per un momento di convivialità in un’atmosfera familiare. Un’abitudine tipicamente italiana, rivisitata nella proposta e ispirata ai valori dello stare insieme e del condividere un buon pasto con famiglia e amici. A maggio, durante il Pranzo della Domenica, anche laboratori per bambini.

Obicà – Mozzarella Bar, Pizza e Cucina – Via de’ Tornabuoni, 16 – 055 2773526 – aperto da lun a ven ore 12-16/18.30-23, sab e dom 12-23 – tornabuoni@obica.com – www.obica.com


Scritto da Leonardo Tozzi

Photo Tutte le immagine sono dei rispettivi proprietari.

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Quello che volevo Degustare al Vinitaly 2017…

Doveva andare in un’altro modo e invece…



Alcuni dei numeri dell’Edizione 50+1
VINITALY 2017, IL BUSINESS DEL VINO SEMPRE PIÙ INTERNAZIONALE
L’EDIZIONE “50+1” CHIUDE CON:

128MILA PRESENZE 

142 NAZIONI

OLTRE 30MILA I TOP BUYER STRANIERI, IN AUMENTO DELL’8 PER CENTO

Operatori esteri in crescita rispetto al 2016 da Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6%) e Brasile (+29%). Debuttano buyer da Panama e Senegal. A Veronafiere per quattro giorni presenti 4.270 aziende espositrici da 30 paesi, aumentate nel complesso del 4%, in particolare quelle estere, del 74 per cento.

A Vinitaly and the City 35mila winelover tra il centro storico di Verona e il comune di Bardolino.

Verona, 12 aprile 2017 

Dopo quattro giorni di business e promozione per il mondo vitivinicolo, il 51°Vinitaly chiude oggi a Verona registrando 128mila presenze da 142 nazioni. In crescita l’internazionalità del salone che quest’anno ha visto aumentare i top buyer stranieri accreditati che toccano quota 30.200 (+8% sul 2016), sul totale dei 48mila visitatori esteri. Un risultato ottenuto grazie agli investimenti nell’incoming da parte di Veronafiere, in collaborazione con il ministero dello Sviluppo Economico e ICE-Agenzia.

 «Vinitaly 2017, che abbiamo simbolicamente battezzato come edizione “50+1” – commenta il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese –, rappresenta il primo e concreto passo del nuovo percorso di sviluppo che guarda al futuro dei prossimi 50 anni. I risultati premiamo la spinta verso una sempre più netta separazione tra il momento riservato al business in fiera e il fuori salone pensato per i wine lover in città. Proprio Vinitaly and the City quest’anno ha portato nel centro storico di Verona e nel comune di Bardolino oltre 35mila appassionati. L’obiettivo ora è continuare in questa direzione, forti dei nuovi strumenti messi a disposizione con la trasformazione in Spa di Veronafiere e dal piano industriale collegato da 100 milioni di euro, con investimenti mirati sulla filiera wine e sulla digital transformation».

 «I numeri di questa edizione – spiega il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –testimoniano la crescita del ruolo b2b di Vinitaly a livello internazionale, con buyer sempre più qualificati da tutto il mondo. Basta guardare alla top ten delle presenze degli operatori stranieri che mostrano incrementi da quasi tutte le nazioni: Stati Uniti (+6%), Germania (+3%), Regno Unito (+4%), Cina (+12%), Francia e Canada (stabili), Russia (+42%), Giappone (+2%), Paesi del Nord Europa (+2%), Olanda e Belgio (+6 per cento). A questa lista si aggiunge la buona performance del Brasile (+29%), senza dimenticare il debutto assoluto a Vinitaly di Panama e Senegal. Per quanto riguarda invece l’Italia, assistiamo ad un consolidamento degli arrivi da tutte le regioni del Paese».

 Con più di 4.270 aziende espositrici da 30 paesi (aumentate nel complesso del 4% sul 2016, in particolare quelle estere, del 74%) Vinitaly si conferma il più importante salone internazionale per il vino e i distillati ma anche momento di riflessione fondamentale per il settore vitivinicolo nazionale ed europeo, come hanno sottolineato la presenza del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, il commissario europeo all’Agricoltura Phil Hogan, i ministri dell’Agricoltura di Malta e Polonia e il viceministro all’Agricoltura russo. Nel corso della rassegna, i riflettori sono stati puntati sui mercati consolidati (ma non maturi) ed emergenti, con un’attenzione particolare agli sviluppi futuri della possibile svolta protezionista degli Stati Uniti e le ricadute della Brexit. 

Ma si è guardato molto ad Oriente, con Verona e Vinitaly punto di partenza di una nuova Via della seta per il vino italiano diretto in Cina che viaggia su e-commerce ed educational. A Vinitaly, 1919, il gigante cinese della distribuzione online to offline di wine&spirit, ha stretto un accordo con la Vinitaly International Academy e il fondatore Robert Yang ha promesso di aumentare entro il 2020 le vendite italiane nel Paese del dragone di oltre 2 milioni di bottiglie per almeno 68milioni di euro di fatturato.

La Cina ha scelto Vinitaly come riferimento europeo per il vino, come ha ribadito l’arrivo a Verona anche degli altri colossi commerciali come Alibaba, Cofco, Winehoo e Suning.

Nei quattro giorni, oltre agli incontri b2b, si sono tenuti quasi 400 convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come sempre, il calendario delle degustazioni: più di 250 soltanto quelle organizzate direttamente da Vinitaly e dai consorzi delle Regioni, che hanno visto, tra le altre, una esclusiva per celebrare i 50 anni del Sassicaia. 

Ad integrare e ampliare l’offerta di Vinitaly, si sono svolte come ogni anno in contemporanea Sol&Agrifood, la manifestazione di Veronafiere sull’agroalimentare di qualità ed Enolitech, rassegna su accessori e tecnologie per la filiera oleicola e vitivinicola che ha tagliato il traguardo delle 20 edizioni…

Ma torniamo a Me…


Eccomi qui a raccontare un’altra storia, certo sempre di altissimo livello enologico ma diversa da quella che pensavo quando nel 2016 scrissi a tutti ci rivediamo alla 51ma edizione del Vinitaly.

Sono cambiate innumerevoli cose dalla scorsa edizione e io avrei voluto percorrere i miei 15km al giorno con al collo il Pass come blogger e invece quest’anno sono tornato dietro al bancone a servire e a presentare due Aziende con cui oggi io e Flaviano Lenzi collaboraimo che sono: CantinAmena e Champagne A. Bergère…


Si è appena concluso il più bel Vinitaly degli ultimi anni…

Mentre sto scrivendo questo articolo sono sul letto stanchissimo come non lo sono mai stato negli ultimi anni…

E non è ancora finita…

Nonostante tutti i problemi che il comparto del vino italiano si trova ad affrontare, il clima in fiera era molto disteso e buono, l’affluenza di pubblico notevole e finalmente nell’aria c’era positività sia da parte dei Produttori che da parte degli addetti ai lavori…

Meno male…

Per quanto riguarda i vini che avrei voluto assaggiare c’è da dire che ci troveremo presto davanti a versioni notevoli. 

Comincio col dire che l’annata 2013 per il Barolo non sarà molto distante dalla mitica 2010. 
Per i vini rossi annate 2015 e 2016 sono vendemmie formidabili, e lo sono anche per la maggior parte dei bianchi. 

In Toscana molto interessante l’annata 2014, e alcuni di essi, Sassicaia su tutti, sono risultati ben migliori delle attese. 

Interessante tutto il completo delle bollicine italiane per volumi di affari e per grandi potenzialità in bottiglia.

Notevole il miglioramento di alcune Regioni sempre un po’ messe all’angolo come per esempio il Lazio e la Basilicata interessante le ultime annate dell’Umbria.

Per i bianchi vado contro tendenza e dico Liguria e Sicilia per il resto a Voi le vostre preferite!!!

E ALLORA CHE IL VIAGGIO CHE AVREI VOLUTO FARE ABBIA INIZIO!!!

Ca del Bosco Dosage Zero 2012 e Dosage Zero Noir 2007…

La Fioca Brut e Saten…

Berlucchi Nature 61… (grazie a Mario del Debbio sono riuscito ad andare ma lunedì pomeriggio…)



Antica Fratta Millesimato e Nature

Barone Pizzini È tra i miei preferiti avrei voluto degustare la gamma completa come ogni anno…

Bersi Serlini La gamma questa azienda mi incuriosiva…

Contadi Castaldi Idem!!!

L’Aglianico del Vulture Titolo 2015 di Elena Fucci…

Colli di Luni Vermentino Etichetta Nera 2016 di Lunae Bosoni…

Giacomelli Vini Vementino Pianacce 2015…

Dolcetto d’Alba 2016 di Elio Altare…

Montalbera Ruchè e L’Accento…

Barbera d’Asti Superiore L’Alfiera 2015, dei Marchesi Alfieri…

Taurasi 2012 della famiglia Fiorentino…

Salvatore Martuscello Ottouve Gragnano e Lettere…

Falanghina Le Fossette 2016 di Alberto Longo…

Vermentino di Sardegna Camminera 2016 di Audarya…

Arnaldo Caprai Sagrantino DOCG 25 anni, Cuvée Secrète…

Paolo e Noemia d’Amico Falesia e Pinot Nero…

Azienda Agricola Piccoli Daniela La gamma completa…

Soave Superiore Monte di Fice 2016 della cantina I Stefanini…

Gianfranco Fino Es…

MadonnaNera Rosso di Montalcino e Brunello di Montalcino…

Poliziano Nobile di Montepulciano e Rosso di Montepulciano…

E tanti altri…

Abbiamo presentato durante il Vinitaly 2017 tutta la nuova gamma di CantinAmena, Patientia, Arcana e DiVitia e il nostro nuovo enologo Luca Caramellino.

Abbiamo presentato anche le nuove etichette e il nuovo marketing insieme allo studio grafico Oenolab.

Abbiamo presentato anche lo Champagne A. Bergère importato in esclusiva in Italia da CantinAmena insieme a Adrien Bergère che in tutti i giorni della manifestazione ci ha accompagnato in questo splendido viaggio…


È stato un grandissimo Vinitaly stracolmo di successi e grandi soddisfazioni…


Grazie di cuore a tutte le persone che ci sono state vicino e che ci hanno aiutato per raggiungere il nostro obiettivo…

VI VOGLIAMO BENE…

CI VEDIAMO NEL 2018…

CARTELLA STAMPA VINITALY 2017

http://www.vinitaly.com/areaStampa/cartellaStampa/
ARCHIVIO FOTO ON-LINE
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Photocredit: © Foto Veronafiere-ENNEVI

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https://www.youtube.com/user/Vinitaly2012

La 52ª edizione di Vinitaly è in programma dal 15 al 18 aprile 2018.

Scritto da Massimo Fabiani

Photo: Massimo Fabiani

Sir Winston Churchill…

Perché intitolare una articolo sul vino a Sir Winston Churchill?

Perché il famoso Primo ministro Inglese, oltre  ad essere stato un grande statista e un formidabile stratega era anche un grande appassionato di “Bon Vivre”
Seduto alla sua scrivania nei sotterranei di Whitehall il primo ministro usava prendere le decisioni che hanno modificato il corso della storia in compagnia dell’immancabile sigaro e di un bicchiere di Cognac o Champagne.

La sua passione è stata talmente forte che sia a Cuba che in Francia si è voluto celebrare il grande statista intitolandogli Sigari e Champagne.

Il mondo dei sigari rende tributo al primo ministro veramente in moltissime occasioni.

Bolivar Churchills, H. Upmann Sir Winston, Hoyo De Monterrey Churchills, Partagas Churchill de Luxe, Punch Churchills, Romeo y Julieta Churchills, Saint Luis Rey Churchills…

In Francia, invece, ci ha pensato una Grande Maison di Champagne a rendere omaggio alla memoria del grande statista, nel 1975 nel decimo anniversario della morte, Pol Roger gli ha titolato la sua cuvèe de prestige:

“Pol Roger Sir Winston Churchill Brut Millèsime”.

Prodotto nelle migliori annate da una selezione di Pinot Noir e Chardonnay esclusivamente da vigneti classificati Grand Cru. Uno Champagne energico, ampio, freschissimo, dal perlage perfetto, aromatico e sapido. 
Quindi quale sigaro abbinare al millesimo 1999? 

Io suggerisco un abbinamento con un Romeo Y Jiulieta Churchills che, si dice, fosse il preferito del primo ministro.

Il sigaro, indubbiamente uno tra i più famosi e rappresentativi della selezione Cubana,  si presenta alla vista di ottima manifattura, setoso al tatto, abbigliato di una anilla Oro e Nera; molto aromatico con note speziate, legno, terra, pepe e un sentore di vaniglia.
Lo champagne a giusta temperatura rinfresca la bocca mentre la bollicina pulisce lasciando il palato pronto ad un’altra boccata di fumo…

 

 

Champagne…

“In victory we deserve it, in defeat we need it! Champagne… 

Nella vittoria si merita, nella sconfitta ne abbiamo bisogno” 

Parole sante… Sir Winston 

 

Il fumo nuoce gravemente alla salute.

Tutte le immagini riportate sono dei leggittimi proprietari.

Scritto da Flaviano Lenzi.

Parla Carlo Cracco: cosa succede dopo l’addio a Masterchef Italia.

8 marzo 2017

di Conte Garozzo

Lo ha dichiarato a Identità Golose: Carlo Cracco abbandona la cucina di Masterchef Italia, quella dei riflettori, quella che gli è valsa amore e odio (dipende dai punti di vista) quella del gossip e dei pettegolezzi. 

Carlo Cracco non è un vero chef; Carlo Cracco non sa cucinare; Carlo Cracco di qua,Carlo Cracco di là: sul cuoco vicentino due stelle Michelin se ne sono dette tante. È il caro prezzo della mondanità, della gloria televisiva, che molto ti dà e altrettanto ti nega. Il suo è un addio che sa di rivalsa, quasi a voler gridare:sono un grande chef e voglio dimostrarlo ai fornelli, lontano da rumors e chiacchiericci. Molte quindi le novità nella sua vita professionale, prima tra tutte l’apertura della nuovissima e scintillante insegna milanese all’interno della Galleria Vittorio Emanuele. L’ho incontrato, sempre curato e con il suo inconfondibile aplomb, proprio durante Identità Golose. Una piacevole chiacchierata tra due vecchi amici, più che un’intervista vera e propria.

Sei diventato Ambasciatore del Gusto, l’associazione nata con lo scopo di valorizzare le eccellenze della gastronomia italiana. Cosa significa questo per te?

È un modo per cercare di fare squadra tutti insieme, dedicato ai cuochi indipendentemente dal ristorante o dal posto di lavoro dove si opera. È forse la prima associazione rivolta completamente alle persone che questo mestiere lo fanno (che quindi sono titolate a parlare) per cui ci sono cuochi che arrivano dall’estero, cuochi italiani, tutti quelli che si riconoscono in queste caratteristiche e che portano avanti con grande orgoglio tutto il Made in Italy.

Bisogna fare squadra, quindi. Quali sono i punti fondamentali per riuscirci?
Per fare squadra bisogna scegliere una persona, nella fattispecie Cristina Bowerman, che porti avanti un progetto. Lei si è fatta carico di tutta l’enorme responsabilità ma con un progetto, appunto. Noi dobbiamo sostenerla, dobbiamo cercare di fare tutta la nostra parte, mandando avanti lei che si è presa quest’onere. L’altro punto fondamentale per fare squadra è quello di rimanere uniti, cioè cercare di capire quali siano le nostre esigenze, quali i punti da valorizzare di più rispetto ad altri, fare un programma. Dopodichè metterlo in atto: questo è fare squadra e non andare in giro sparpagliati. Noi siam bravissimi, tutti, ma se riuscissimo a farlo in modo compatto avremo molta più forza.

Il tema di quest’anno a Identità Golose è il viaggio: contaminazione come integrazione?
La differenza non la fa chi utilizza elementi venuti da ogni parte, tanto per usarli, ma è riuscire con la nostra cultura, con la nostra sensibilità, a vederli con occhi diversi in modo che si integrino con i nostri ingredienti. Se qualcuno mi dice che il prodotto italiano per definizione è il pomodoro, io rispondo che il pomodoro in realtà non è nostro, lo è diventato perché ha trovato chi lo ha valorizzato e lo ha fatto diventare Il Pomodoro.

Durante il tuo intervento in Auditorium hai detto delle cose bellissime: “Comprare libertà, comprare un sogno, costruire il futuro”. Per questi ragazzi è l’esortazione a lanciare il cuore oltre l’ostacolo?
Sì, andare oltre. Non tanto oltre l’ostacolo, in quanto l’ostacolo ci sarà sempre, ce ne sarà sempre uno più alto, ma è cercare d’immaginarsi qualcosa di lontano e di non immediato. Spesso e volentieri i ragazzi hanno questa fretta che li porta a bruciare i tempi e, invece, devono cercare di avere più pazienza, di vedere più lungo e cercare di aspettare magari un attimino in più, perché quella attesa farà sì che tutto sarà migliore.

Parliamo di novità. Iniziamo con la prima, la più attesa: lasci lo storico ristorante Cracco in Via Victor Hugo a Milano per lo splendido progetto in Galleria Vittorio Emanuele. C’è nostalgia?

Nostalgia c’è, senza dubbio! Diciassette anni lì non sono pochi. C’è una cucina pazzesca, disegnata, fatta su misura, c’è tutta una serie di cose per cui fai fatica a lasciare. Però, se alla fine vuoi andare avanti, crescere e avere un futuro, e far sì che questo futuro sia sostenibile, devi comunque vedere oltre, cercare d’immaginarti cosa sarà la cucina tra cinque anni, sei anni; dovrà sicuramente essere questa nuova espressione, una casa dove riuscire a fare tutto quello che vuoi. Noi siamo cuochi e il ristorante è una delle espressioni, forse la migliore. Poi c’è il bar, il caffè, la pasticceria, cioè tutto quello che c’è intorno.

Terminiamo parlando del tuo addio. Mi riferisco, ovviamente, alla cucina di Masterchef Italia: quella di giovedì sarà la Tua ultima puntata. Sei edizioni sono tante, cosa ti ha dato e cosa hai dato tu al programma?
Masterchef è stata un’esperienza fantastica perché, comunque, all’inizio, eravamo veramente tre pellegrini. Ci siamo impegnati, abbiam creduto che al fatto che potesse diventare qualcosa di bello e alla fine ci credi e ci metti molto del tuo. Il risultato finale non è tanto la popolarità, che ti aiuta tantissimo ma è pur sempre un effetto mediatico, ma il fatto che ti regala tutta quella parte bella del nostro Paese e dei nostri prodotti, che lì vanno in scena. È vero, non è che si vedano tantissimo, la gente si sa vuole la storia; però intanto noi ogni anno giravamo posti diversi, andavamo a conoscere prodotti diversi, produttori diversi, per cui alla fine è un’esperienza che ti dà tantissimo. È un ripasso per noi, un aggiornamento. Un’esperienza unica, davvero difficile da replicare.

Nel frattempo si aprono i sondaggi: chi sarà il degno sostituito di Cracco? Chi si farà carico di tanto dovere? Competere con lo charme di Carlo non è cosa da tutti. Si vocifera un cambiamento radicale, una donna tra i giudici, un altro grande chef: Antonia Klugmann. Non ho osato chiederlo a Cracco: mi avrebbe sorriso beffardo. Le regole di Masterchef sono anche queste.

www.agrodolce.it

Tutti i marchi e i loghi riportati appartengono ai rispettivi proprietari.

Grazie di cuore a Giuseppe Garozzo Zannini Quirini Il Conte di Masterchef…

Marconi Ristorante…

Scritto da Leonaedo Tozzi  e Massimo Fabiani…

Dal 1983 ai giorni nostri…

L’Aurora in Cucina  potenza & leggerezza.

Volete fare un super pranzo? Lasciate per qualche ora la città, dimenticate la bulimica teoria di inaugurazioni di locali e localini e rifatevi gli occhi e la bocca imboccando la variante di valico dell’A1 per raggiungere in un’oretta Sasso Marconi. 

Qui, alle porte di Bologna la grassa, storica capitale del mangiar bene italiano, le nebbie dell’Appenino si diradano all’improvviso su un moderno resort. Di fronte bottega gastronomica, Mollica; accanto ristorante Marconi, dove siamo venuti alla scoperta insieme a Flaviano Lenzi, Massimo Fabiani di Champagne A. Bergère-CantinAmena e Lorenzo Costa del Ristorante Oltre, della cucina di Aurora e Massimo Mazzucchelli

Una storia di famiglia iniziata negli anni ottanta e “svoltata” nel 2000 quando i due fratelli, lui in sala, lei in cucina, hanno dato vita ad un nuovo corso del ristorante di famiglia, premiato otto anni dopo dalla prima stella Michelin, apripista di una serie di importanti e meritati riconoscimenti.

Il locale è rinnovatissimo, essenziale, esemplare nel design, illuminato dalla luce naturale delle grandi vetrate che si affacciano sul giardino, arredi lineari in rovere: la scena deve essere tutta per i piatti. Che sanno conquistarsela, eccome.

La cucina di Aurora ha radici nel territorio, ma soprattutto negli ingredienti che ama scegliere e proporre. Quindi, per favore, non parliamo di cucina bolognese rivisitata. Parliamo invece di cucina del territorio di oggi. Per gusto, cotture, alimenti, scelte, potenza, si, potenza nella leggerezza.

Inizia il viaggio…

Esordio clamoroso con una raffica di cinque piatti-assaggio fa-vo-lo-si. 

Aringa, gelato d’aringa, puntarelle, mandarino e gamberi rosa crudi. Capasanta, burro acido e alghe rosse. Ecco – segnatevelo – il Capo Finisterre: piovra, percebes, limoni di mare e semi di coriandolo. Cervo, cavolo nero, melagrana e bacche di rosa canina. 

Già sedotti, complice la sfilata di Champagne A. Bergère che ispira questo lauto pranzo – siamo partiti con il Nature 100% Chardonnay e con il Selection 50% Chardonnay e 50% Pinot Nero abbinati in maniere sublime ai cinque antipasti – aspettiamo un classico di Aurora, i maccheroni al torchio, anguilla affumicata, ostriche crude e spinaci. La pasta croccante entra in contrasto esplosivo con il piatto: da non perdere. Della serie “non farsi mancare niente” seguono i cappellacci di zucca, succo di mela e foie gras a scaglie. L’abbinamento scelto da Massimo Fabiani, ambassador della Maison di Eperbay, è stato Blanc de Blanc e al Blanc de Blancs Gran Cru: entusiasmanti.

C’è ancora spazio – le porzioni sono ridotte, la leggerezza è ovunque – per godere di due secondi. Agnello, pancia cotta sulla pietra e carciofi (una cottura antica, a forno spento) e lo squisito Germano, mela, cicoria e acciuga.

Qui siamo passati al Tentation 75% Pinot Nero e 25% Chardonnay.

Colpo finale il dessert, autentica sorpresa, sapori inediti: raviolo d’ananas ripieno di ricotta, caviale di caffè, uvetta e pinoli. 

Abbiamo concluso il nostro viaggio con il top della gamma, il “38.40”, 100% Chardonnay un prodotto unico come il suo nome.

Applausi, sipario.

Ristorante MARCONI s.r.l. 

Via Porrettana n.291  40037 Sasso Marconi (BO) 

ITALIA 

Tel. +39 051 846216 

E-mail: info@ristorantemarconi.it

I percorsi: 5 piatti 65 euro, 8 piatti 85, bevande escluse.

Foto scattate da Massimo Fabiani

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Linguine Calamari, mollica fritta e Trombolotto…

Ingredienti:

500 gr. calamari medio-piccoli

400 gr. linguine di Gragnano

80/100 gr, pane raffermo

Aglio 

Prezzemolo

Olio evo

Un limone 

Sale 

Pepe nero lungo (bengala)

Olio al Trombolotto (in alternativa olio e succo di limone)

Zest di limone

Preparazione:

In abbondante acqua salata mettere a cuocere le linguine. Pulire bene i calamari e tagliarli ad anellini sottili. In una padella capiente far andare 4 cucchiai d’olio e due spicchi di aglio tagliati a metà e liberati della parte centrale a fuoco moderato affinché l’aglio rilasci il suo profumo senza bruciare.

Appena l’aglio sarà divenuto dorato, aggiungere i calamari, alzare la fiamma e aggiustare di sale. 

A parte, in una padellina scaldare pochissimo olio. Una volta ben caldo aggiungere il pane raffermo sbriciolato e farlo tostare per bene. 

Scolare la pasta abbastanza al dente (4 minuti prima) e saltarla nella padella con i calamari avendo cura di aggiustare con acqua di cottura, se necessario. Si formerà una cremina, spegnere e aggiungere il prezzemolo tritato finemente. Servite subito in un ampio piatto piano non prima di aver condito le linguine con una macinata di pepe, il pane tostato, la zest di limone e l’olio al Trombolotto (oppure con l’olio emulsionato con il succo di limone).

Ecco il mio abbinamento:

SetteAnime Emma Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene Brut DOCG.

Alla prossima ricetta!!!

Scritto da Giuseppe Garozzo Zannini Quarini ” IL CONTE di Masterchef”

Foto Giuseppe Garozzo Zannini Quarini e Massimo Fabiani.

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