Usain Bolt

L’uomo più veloce del Pianeta…

Il 21 agosto 2016 non è stato solo il giorno di chiusura dei Giochi olimpici di Rio de Janeiro ma anche il giorno del 30 esimo compleanno del velocista giamaicano, Usain Bolt, l’uomo più veloce dell’intero globo terreste. Mai compleanno si è potuto festeggiare in modo più festoso. E’ stato un “happening collettivo” che non ha riguardato solo l’atleta dell’isola caraibica ma tutti gli appassionati sportivi, di ogni estrazione, ceto, colore, nazionalità. Durante le XXXII Olimpiadi moderne l’intero Brasile si è letteralmente “consegnato” al formidabile “sprinter giamaicano” : era il personaggio più atteso e non ha deluso. 

Diventando leggenda. 

Mai prima di Usain Bolt un’atleta della velocità – ossia coloro che corrono i 100&200 Metri – sono riusciti nell’impresa di vincere per tre olimpiadi di seguito la medaglia d’oro – come invece ha saputo fare il giamaicano a Pechino 2008, Londra 2012 e a Rio 2016. 

Le origini



Usain St. Leo Bolt (Sherwood Content Trelaway 21 agosto 1986) : 

è un velocista giamaicano. 

Nasce nella parrocchia di Trelaway, una delle 14 suddivisioni della Giamaica con capoluogo Fremouth. Cresce a Sherwood Content, un villaggio di circa un migliaio di abitanti. 

La carriera: le vittorie e l’importanza per l’Atletica leggera del “personaggio Bolt”.
Sin da quando era un giovanissimo atleta, in Giamaica, si accorsero della sua enorme classe e “facilità di corsa” che gli ha sempre permesso di dominare letteralmente i suoi avversari in pista. 

Tuttavia, Usain Bolt ha dovuto lavorare duramente per disciplinare la sua esplosività, quella prorompente “superiorità atletica” che lo ha portato a scrivere la storia dell’atletica leggera moderna e della velocità. 

Ma era tutto scritto gia nel suo nome : infatti “bolt”, può essere tradotto con i termini “freccia” o “fulmine” (lightning). 

Dopo aver ottenuto il Record Mondiale a New York durante una gara preceduta da un forte temporale, la stampa coniò vari giochi di parole per descrivere la sua straordinaria velocità che, in gara, lo porta a essere assolutamente superiore nei confronti dei suoi avversari. Fu in quella occasione che prese a circolare l’espressione (apprezzata da tutti i fan del giamaicano sparsi nei quattro angoli del globo terrestre) “Lightning Bolt (Fulmine Bolt)”. 

Questo modo di descrivere lo sprinter dell’isola caraibica rende bene l’idea di ciò che sia Usain Bolt : il “velocista più grande di tutti i tempi“. 

Non ci sono dubbi. 

Le sue gare sono emozione pura che appassiona milioni di sportivi in tutto il mondo : ma, l’importanza di un personaggio come il giamaicano è stata fondamentale anche per veicolare l’atletica leggera e il suo mondo fuori dagli steccati delle ombre del doping, sebbene, proprio Bolt e la Federazione Atletica della Giamaica, siano stati “molto chiacchierati” per via di alcuni tesserati coinvolti in alcune vicende della piaga doping, il nemico assoluto di ogni sport e, dell’Atletica in particolare. E’ su questo specifico argomento che, le “vittorie straripanti” di Bolt, sono state prese di mira dai suoi innumerevoli detrattori – uno su tutti il grande Carl Lewis, americano, l’atleta che prima dell’era Bolt  aveva saputo “catturare” l’immaginario collettivo attorno alle sue meravigliose vittorie – ma, nonostante queste infamanti accuse, lo sprinter giamaicano non è mai stato trovato positivo. A mettere le cose in chiaro, è stata l’affermazione ufficiale dello stesso presidente IAAF, Lamin Diack.

Usain Bolt è un personaggio inedito per l’Atletica : il suo stile improntato alla ricerca dello spettacolo – anche e sopratutto nei momenti e nei giorni che precedono le gare – ha portato una ventata di aria nuova nel mondo troppo ripetitivo dell’Atletica leggera. Prima di lui, non era mai esistito un personaggio mediatico di questo sport. Nessuno aveva avuto quella naturale propensione a essere “personaggio” : a tutto vantaggio dell’intero movimento. 

Con Usain Bolt, si sono aperti spazi e, non solo nel variegato mondo degli sponsor – che del resto sono sempre esistiti – . Il fatto è che Usain Bolt sarebbe “il personaggio” anche lontano dalle piste d’atletica e, in questi anni, sono state tante le occasioni in cui il giamaicano si è dilettato nei suoi innumerevoli hobby : 

Usain il Dj…

Usain il calciatore (a Manchester, sponda United – la squadra per cui lo sprinter fa il tifo – hanno avuto modo di osservarlo nei panni di giocatore e, molti dei presenti giurano che, se volesse, Usain Bolt saprebbe fare la differenza anche in un rettangolo verde, da calcio… 

E del resto, proprio in quella famosa giornata di alcuni anni fa, a ridosso della preparazione per i Giochi olimpici di Londra 2012 – naturalmente vinti – disse che gli sarebbe piaciuto vedersi nei panni del calciatore, una volta tolti quello del velocista), Usain il ballerino. Il segreto forse risiede nel fatto che, essendo nato nell’isola caraibica, il suo carattere lo porta a essere spensierato, rilassato. In una parola caraibico : improntato sempre all’ottimismo. Ma Bolt non è solo questo. E’ cosciente di rappresentare uno dei popoli che, nel passato (ma anche nel presente) ha vissuto momenti terribili. Il giamaicano non dimentica mai che le sue vittorie sono importanti per la Giamaica e per tutti coloro che vivono condizioni di vita precarie, sempre a contato con abusi di potere. Non ha mai dimenticato di essere “nero” e, che questa condizione, nel mondo, ancora oggi, vuol dire vivere in condizioni disumane, a contato con i soprusi e le schiavitù, nel sistematico calpestare dei diritti umani. 

Per questa ragione non ha mai fallito un appuntamento che si sia trattato di Olimpiadi o Mondiali per lui il risultato è sempre lo stesso : 

il più veloce di tutti, il più forte di tutti. Il primo.
E’ l’unico atleta ad aver vinto la nedaglia d’oro in tre Olimpiadi consecutive nei 100&200M e nella 4x100M con la staffetta della Giamaica. Detiene i primati mondiali, stabiliti ai Mondiali di Berlino 2009 (nei 100&200M) e quelli dei Giochi olimpici di Londra 2002 (4x100M).   

L’ultima Olimpiade a Rio de Janeiro

Ai recenti giochi di Rio 2016 tutti lo attendevano al varco e, in cuor loro speravano che lo sprinter giamaicano fosse battibile per gli altri atleti che correvano nelle distanze della “velocità pura” – come i tecnici chiamano le distanze dei 100 e dei 200 metri -. Ad alimentare questa possibilità era stata la notizia di un infortunio dell’atleta giamaicano durante i trials (ossia la selezione da superare per poter rappresentare il paese caraibico ai vari giochi olimpici, sull’esempio di quanto avviene da sempre negli Stati Uniti, un modo questo, per avere un’alta competitività nella composizione dele nazionali di atletica leggera n.d.t). In quella gara l’infortunio non permise a Bolt di terminare la gara e sopratutto la selezione. 

Un disastro : l’intero mondo con il fiato sospeso. Sarebbe stato atroce se, Rio 2016 avesse perso il personaggio più atteso prima ancora di cominciare. Per sciogliere l’arcano si dovette attendere un meeting di atletica a Londra dove, Usain Bolt fu presente, gareggiò e vinse. 

Pericolo scongiurato.

A Rio de Janeiro, il giamaicano ha subito stretto un naturale feeling con i brasiliani sia in pista sia fuori dalla pista. L’unico neo – che comunque deve essere costato tantissimo al fuoriclasse della velocità pura giamaicana – è stato quello di non essere riuscito a migliorare i record – che comunque gli appartengono – sia nei 100 che nei 200 M e, ovviamente nella 4×100 M, la formidabile staffetta giamaicana che grazie a Bolt domina incontrastata da anni. 

Al termine della gara che ha sancito l’ennesima vittoria della staffetta 4x100M – in pratica l’ultima gara di Bolt ai Giochi olimpici tutto lo stadio della città carioca ha tributato un ovazione lunghissima al campione dell’isola caraibica. E’ stato il modo dei brasiliani di ringraziarlo anche se tutti, nell’animo erano un po’ tristi per la conferma del ritiro di Bolt, almeno per quanto riguarda le Olimpiadi. 

Con parole semplici ma dirette il formidabile sprinter ha fatto sapere che alla soglia dei 30 anni, non è possibile che sia ancora qui a Tokyo 2020, quando di anni ne avrà 34, troppi per un velocista anche se della sua caratura.

E’ finita con un trionfo che lo ha reso per sempre leggenda. 

Le frasi celebri di Usain Bolt : “Io sono leggenda
Il suo nome rimarrà per sempre inciso nella storia delle Olimpiadi moderne per essere stato in grado di vincere per tre volte consecutive ma, al di là di questo aspetto fondamentale, “Lightning Bolt” avrà sempre un posto di riguardo nei pensieri e nella memoria dei suoi milioni di fan in tutto il mondo : a corollario di questa storia leggendaria, per inquadrare meglio il personaggio, abbiamo selezionato alcune storiche frasi di Usain Bolt, frasi e pensieri che spaziano tra diversi argomenti.
-Usain Bolt invincibile

Nessuno mi può battere, sono il migliore atleta al mondo, e mi piace“.  

Usain Bolt indimenticato

“Quando si parla di grandi ti ricordi di Muhammad Alì, Michael Jordan o Pelè : io voglio fare parte di questa cerchia. Voglio essere così grande da non essere dimenticato”.

Usain Bolt e la velocità

“Il mio tempo sui 100M era previsto dai fisici e statistici americani per il 2030. Sono in anticipo di 22 anni? Bene, non mi pongo limiti”.
-Usain Bolt e le polemiche sul doping

“Vorrei dire qualcosa a Carl Lewis : ho perso ogni rispetto per lui. Il doping è una cosa seria e avanzare dubbi su un atleta mi fa davvero  rabbia. Penso voglia attirare l’attenzione su di lui”. 
-Usain Bolt e la passione per il calcio

“Quando smetterò con l’atletica vorrei giocare a calcio da professionista. Anche soltanto per una stagione”.
-Usain Bolt e le donne

“E’ molto difficile perché le ragazze si gettano letteralmente su di me. I giornali le incoraggiano e per me è molto difficile dire di no”.
-Rio 2016 : le frasi di Usain Bolt
Durante lo svolgimento delle gare per la XXXII Olimpiade che è andata in scena solo poche settimane fa nella città carioca, lo sprinter giamaicano, tra una gara e l’altra, non ha mai fatto mancare le sue impressioni alla stampa : qui di seguito ne abbiamo scelto solo alcune ma che ben rappresentano il suo essere personaggio leggendario. 
-Usain Bolt e l’importanza delle sue vittorie per lo sport

“Lo sport ha bisgogno delle mie vittorie. Ci vorrà molto tempo prima che qualcuno con un talento pari al mio infranga i miei record”.
-Usain Bolt e la sua assenza alla cerimonia inagurale di Rio 2016

“Non sono andato alla cerimonia inagurale perché avevo perso il pulmann. E poi mi è presa la pigrizia.
-Usain Bolt e il villaggio olimpico

“Qui finora mi trovo benissimo. L’unico problema al villaggio è che ho dovuto comprare un televisore. Asafa (Pawell, n.d.r) ne aveva bisogno e io sono un bravo compagno di stanza”. 
(Fonte.:sports-reference;repubblica;telegraph;oglobo;elpais;lemonde)

Scritto da Bob Fabiani

Link

-www.sports-reference.com;

-www.usainbolt.com;

-www.iaaf.org;

-www.olympic.org  

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Foto fonte: Wikipedia.

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